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SETTIMO. Più di 100 mila euro di affitti non pagati al Comune per il birrificio

È una situazione particolare quella del birrificio di Via Ariosto 36bis, nei pressi di piazza Freidano. Lo storico locale settimese, infatti, si trova in cattive acque a causa di un pesantissimo debito nei confronti del comune di Settimo, parliamo di circa 109 mila euro. Il fabbricato è di proprietà del Comune e i proprietari del birrificio sono tenuti al pagamento di un canone per l’utilizzo dei locali. Un affitto che, negli ultimi anni, in ultimo, anche a causa della pandemia, non sempre è stato pagato. Parliamo di arretrati risalenti al contratto di locazione per il periodo dal 2012 al 2019 ma anche per l’intervallo di tempo risalente ai primi mesi del 2020 (l’attuale contratto scade nel 2025). “Preso atto - scrive l’amministrazione - che l’entità dell’importo del credito vantato dal Comune di Settimo Torinese, al primo semestre 2020, è di 109.159,85 euro, e dato atto che le procedure attivate dal Servizio competente ai fini della riscossione bonaria del credito non sono andate a buon fine, nonostante i numerosi solleciti di pagamento”, a questo punto non resta altro che procedere al “recupero coattivo del credito accertato mediante ricorso per decreto ingiuntivo nei confronti della Compagnia della Birra Spa”. L’incarico per il recupero di questo credito è stato affidato all’avvocato Pino Velardo (nella foto), ex consigliere dei Moderati e marito della presidente del Consiglio comunale, Carmen Vizzari. Un incarico dal valore poco inferiore ai due mila euro. Una procedura che ha fatto storcere il naso a qualcuno, più che altro per ragioni di opportunità. “Abbiamo fatto un accesso agli atti rispetto all’incarico dato a Velardo. - spiega la capogruppo di Sinistra Civica, Elena Ruzza - Penso che ci lavoreremo la prossima settimana. È una cosa che legalmente si può fare ma fossi stata io forse non lo avrei fatto”. Meno polemico, invece, il consigliere del Movimento 5 Stelle, Arnaldo Cirillo.Tutti i professionisti - commenta - devono avere le stesse possibilità, se è tutto legale non mi viene il mal di pancia. Sul fatto che uno possa scegliere di farlo o meno dipende dal singolo professionista. Io forse non lo avrei fatto”. Completamente diversa, infine, la reazione del capogruppo dei 5 Stelle, Massimo Del Vago. “Velardo - spiega - ha fatto una fattura di soli due mila euro, altro che polemiche, dovremmo ringraziarlo: ci ha fatto pure lo sconto”.
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