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29 Luglio 2020 - 11:51
Municipio Saluggia
Nella seduta di venerdì 24 luglio il Consiglio comunale ha approvato - con il voto contrario della minoranza - il verbale di accordo tra il Comune e Rfi spa-Italferr spa per l’espropriazione di alcune aree di pubblica utilità nel territorio comunale di Torrazza Piemonte. I terreni (identificati catastalmente al Foglio n. 24, mappali n. 45, 46 e 47) sono di proprietà del Comune che li aveva ricevuti grazie al lascito testamentario della signora Emma Brandino.
«Quei terreni - spiegano i consiglieri del gruppo di minoranza “Un’altra Saluggia è possibile” - servono per la realizzazione delle opere accessorie al conferimento di terre e rocce di scavo provenienti dai lavori della Tav in Val di Susa, materiale comunemente chiamato “smarino”».
La consigliera di minoranza Sabrina Formica riassume i prodromi del provvedimento: «Subito dopo la votazione in favore del progetto, il dibattito si è acceso in tutto il Chivassese. Alle tante voci contrarie all’arrivo dello “smarino” hanno fatto da contrappeso poche voci favorevoli. La questione principale verte attorno a una domanda: E’ pericoloso lo “smarino”? I pareri sono discordanti: secondo alcuni, infatti, il materiale di scavo del Tav potrebbe contenere amianto e uranio. Noi non siamo degli esperti, però il dubbio c’è. Al coro dei contrari si era unito anche il sindaco di Saluggia Firmino Barberis, che in un’intervista rilasciata a La Voce il 21 gennaio scorso si diceva amareggiato e disilluso dal sindaco torrazzese, dichiarandosi «concettualmente contrario a ogni tipo di discarica sul territorio. Se fosse stato sul mio territorio avremmo detto di no». Oltre a porsi delle domande sull’effettiva utilità ed economicità del trasporto di tale materiale a una così lunga distanza dal sito di provenienza, Barberis auspicava la nascita di un movimento di opinione pubblica per far ravvedere il Comune di Torrazza, perché «i soldi finiscono, la servitù no. Quella resta e si trasmette alle generazioni future». Barberis terminava l’intervista affermando che «tornare indietro è un atto di valore. Bisogna saperlo compiere». Una posizione di chiara contrarietà, quindi».
Ebbene: «gli espropri dei terreni di proprietà del Comune di Saluggia presenti sul territorio torrazzese - prosegue Formica - servono proprio per la realizzazione delle opere accessorie al conferimento dello “smarino” all’interno della cava. Il verbale di accordo prevede una compensazione per Saluggia di 29 mila euro. Vista la contrarietà di Barberis al progetto, ci si sarebbe auspicato un dibattito sul tema, prima di portare la proposta in Consiglio. Così come attendiamo di conoscere la posizione della Commissione Ambiente di Saluggia. Le uniche notizie che abbiamo della Commissione risalgono al verbale del 3 marzo 2020, con il quale si attendeva la riunione del 17 marzo con Telt prima di effettuare valutazioni. Certamente il Covid-19 e il lockdown hanno stravolto i programmi, ma con il lento ritorno alla normalità ci si attendeva la ripresa della discussione. Proprio come affermato dal sindaco di Verolengo Luigi Borasio, che il 29 giugno scorso spiegava alla stampa locale come fosse la stessa Telt a volere un incontro pubblico. Non si capisce perché il Comune di Saluggia debba essere chiamato a prendere una decisione »vincolante per le generazioni future, in cambio di una manciata da bar», come ha dichiarato il sindaco, con una delibera che nel suo titolo non accenna minimamente ai dettagli appena esposti. Cosa succederebbe se questo Consiglio comunale si dicesse contrario all’esproprio dei terreni? Le opere verrebbero comunque realizzate da Telt, ma in cambio il Comune non riceverebbe i 29 mila euro previsti dall’accordo? Dubbi che vorremmo fossero fugati pubblicamente prima di decidere se concedere o meno questi terreni di proprietà comunale. Anche opporsi ad un semplice esproprio, rinunciando alla “manciata da bar”, agli occhi dell’opinione pubblica può essere vista come l’atto di valore che bisogna saper compiere, come detto dallo stesso Barberis». Per questo la minoranza ha chiesto - invano - che la delibera fosse rinviata ad altro Consiglio, per poter meglio discutere sulla decisione da prendere, approfondendo l’argomento e attendendo anche di conoscere il parere della Commissione Ambiente.
Il sindaco Firmino Barberis, dal canto suo, nega che ci sia un collegamento tra l’esproprio dei terreni e il possibile arrivo dei materiali dalla Val di Susa: «Le voci incontrollate che stanno circolando non sono vere. L’esproprio da parte di Rfi dei nostri terreni a Torrazza avrà un solo scopo: eliminare i passaggi a livello della linea Torino-Milano mediante la costruzione di un attraversamento, e non a servizio del trasporto dello smarino dalla Val di Susa come erroneamente inteso nel Consiglio comunale del 24 luglio».
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