Al prossimo consiglio comunale le opposizioni chiederanno all’Assessore alla Cultura Costanza Casali e al consigliere comunale Monica Girelli di convocare urgentemente, prima dell’interruzione estiva, una riunione della commissione cultura con all'ordine del giorno la nuova biblioteca. Chiederanno anche che alla riunione intervenga il presidente della Fondazione Guelpa Roberto Battegazzorre.
Insomma si ritorna, periodicamente, al punto di partenza, con un'aggravante. La Fondazione non potrà più essere il bancomat di chicchessia e gli ultimi due bonifici per 250 mila euro (100 al Museo Garda e 150 per finanziare il bando legato alle attività culturali) potrebbero davvero essere gli ultimi, come ha scritto nero su bianco il consulente Merani.
Sono tanti? Sono pochi? Diciamo che nel 2019 Guelpa, di euro, ne aveva scuciti molti di più, la bellezza di 342 mila euro, di cui 167 al Museo Garda, 114 al Comune, 36 per attività culturali rendicontate direttamente e 25 per la cerimonia della targa Unesco.
Altri tempi, considerando che da quest’anno ogni euro andrà ad intaccare il patrimonio lasciato in eredità dalla buonanima di Lucia e che fino all’altro ieri si erano sempre e solo utilizzati gli interessi maturati.
Giusto pera dare dei numeri, l'ultimo bilancio si è chiuso al meglio con un capitale praticamente intatto rispetto al 2004, di poco superiore ai 7,5 milioni di euro. Una gran cosa, considerando che da allora ad oggi, grazie agli interessi maturati, sono stati spesi qualcosa come 5 milioni di euro, (che è già un bello spendere) per attività culturali cittadine, per la candidatura Unesco e per l’apertura e la gestione del Museo Garda…, ma è finita la pacchia.
“Dobbiamo essere realisti –ci aveva dichiarato Battegazzorre –Con gli interessi fermi all’1% il capitale è intoccabile e nei prossimi anni non ci si potrà più permettere il lusso di erogare fondi per la cultura… Il capitale è amministrato bene ma non c’è più la possibilità di sostenere la vita culturale di una città investendo 200 o300 mila euro all’anno.La Fondazione deve cambiare registro.”
Insomma va bene sperperare il patrimonio ma fino ad un certo punto… e qualche perplessità ce l’ha anche Marco Liore del cda. “Ha ragione il consigliere comunale Massimo Fresc – stigmatizzava qualche tempo fa –se la Fondazione serve solo per staccare un paio di assegni all’anno non ha più senso. Meglio chiuderla. Ci dica l’Amministrazione che cosa vuole fare, se ne è capace. Creiamo i presupposti affinchè in maggioranza non si tirino le pietre tra di loro. Ci dicano, se hanno deciso, dove vogliono costruire la nuovabiblioteca. Abbiamo 8 milioni di euro da spendere e non sappiamo come fare. Sembra una barzelletta. Direi che siamo anche un po’ stufi di chiedere pareri e pareri sui pareri. Abbiamo riempito tutte le stanza di pareri. Tra un po’ avremmo bisogno di qualche locale in più….”.
Quasi scontata la deriva del dibattito su "Palazzo Giusiana" o l'ex "Istituto Cena". Una riproposizione in salsa post-covid di quello andato in onda qualche settimana fa in cui ci si è concentrati su uno studio comparato delle due opzioni, con l'assessore Costanza Casali più propensa per la prima e Michele Cafarelli per la seconda, peraltro, stando ai tam tam, di discussioni in maggioranza se ne sarebbero già fatte un sacco. Sugli studi idrogeologici che già ci sono e in cui si dice che l’ex Cena “traballa” e ha dei vincoli legati ai resti romani trovati nelle fondamenta. Sul progetto di Cafarelli per buttare giù il Cena salvaguardare la storia con una soletta di vetro per poi costruirci sopra un nuovo ed avveniristico edificio (“la biblioteca acquario”).
Per il momento, l’impressione è che Casali potrebbe avere la meglio, potendo contare oltrechè sul voto di Maria Piras e Marco Neri, anche della Lega e del Pd. Peraltro il capogruppo Maurizio Perintti, come tutti sanno, la biblioteca alla Giusiana l’aveva inserita anche nel programma elettorale. A Cafarelli resterebbe il voto dei “tiraboschiani”, oltrechè del sindaco, fors’anche di Monica Girelli, Tony Cuomo e del presidente del consiglio Diego Borla, limitandoci alla maggioranza e di Francesco Comotto tra le fila dell’opposizione.
Altro nodo sullo statuto. “Abbiamo recepito – ci aveva confermato Battegazzorre – le modifiche richieste e assegneremo al consiglio e non più al sindaco la scelta del presidente. Stiamo anche cercando un modo per gestire la fase di vacatio tra una nomina e l’altra. Nelle prossime settimane lo invieremo in Regione…”.
L’esposto alla Corte dei Conti
Per finire c’è molta attesa di conoscere l’esito dell’esposto alla Corte dei Conti presentato nel maggio dello scorso anno dall’ex consigliere Franca Vallino in merito all’acquisto di due quote (per un valore pari a 100 mila euro) della società Mozart titolare della nuda proprietà dell’auditorium del liceo Musicale. Nello specifico il dito era puntato sui tempi e le modalità attraverso cui si era arrivati achiedere un parere legale all’avvocato Carlo Merani.
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