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TORRAZZA. Smarino: il sindaco Rozzino si contraddice di nuovo

TORRAZZA. Smarino: il sindaco Rozzino si contraddice di nuovo
Smarino: il sindaco di Torrazza si contraddice di nuovo? Si direbbe di sì, a leggere la Nota di Aggiornamento al DUP 2020 – 2022 che la giunta comunale ha approvato il 4 febbraio. La giunta, composta dal sindaco Massimo Rozzino, dal vicesindaco Marinella Bracco e dall’assessore Raffaella Lisa, vi esprime “opposizione all’utilizzo della cava Cogefa come deposito dello smarino di scavo della progettata galleria TAV Torino Lione… “. Esattamente le stesse parole del DUP originario, approvato dalla giunta nel luglio 2019 e dall’intero consiglio comunale nell’ottobre 2019: “opposizione all’utilizzo della cava Cogefa come deposito dello smarino di scavo della progettata galleria TAV Torino Lione “. Sono parole, a nostro avviso, in contraddizione con l’ormai famosa delibera di consiglio n. 54 del 27 dicembre 2019 nella quale a sorpresa il sindaco Rozzino e sette consiglieri hanno espresso parere favorevole alla nuova soluzione progettuale della messa a deposito dello smarino della valle di Susa nella cava Cogefa. Proprio nella cava Cogefa, come dimostrano le tavole del nuovo progetto, e come indicano le parole usate dal Ministero dell’Ambiente (“cava gestita dalla società Cogefa e di proprietà della società FI.FA: già società Goretta”): lo smarino, nella stessa quantità di 850.000 metri cubi, sarà solo depositato lungo il lato Est della cava invece che nell’angolo Sud-Ovest. La delibera è stata approvata dal sindaco e sette consiglieri su dieci: Marinella Bracco era assente, mentre Luigi Corna e Rocco Muscedra hanno lasciato l’aula dopo aver letto un appello ai colleghi a ribadire la contrarietà allo smarino. E’ questa delibera “sì smarino” che conta per TELT e per Cogefa: non basta una nota al DUP per annullarla. Con questa delibera “sì smarino” del 27 dicembre, Rozzino e i sette consiglieri Alberto Baesso, Annamaria Memmo, Raffaella Lisa, Luca Palandri, Serena Bucci, Claudia Crema e Antonio Losurdo si sono contraddetti anche rispetto al loro programma elettorale presentato ai torrazzesi nel maggio 2019: dove promisero di continuare a opporsi alla “scellerata eventualità di deponia dello smarino”, e di impegnarsi a lottare per giungere a “ottenere un no definivo”. Un mese dopo, all’incirca le stesse parole diventano parte di una delibera di consiglio comunale, e quindi di un atto del Comune. È la delibera del 19 giugno con cui i neo consiglieri approvano le “Linee programmatiche di governo per gli anni 2029 – 2020”, e dove scrivono: “Opposizione all’utilizzo della cava Cogefa come deposito dello smarino di scavo della progettata galleria TAV Torino Lione”. Per noi restano dunque incomprensibili le ragioni che hanno indotto il sindaco e i sette consiglieri ad approvare la delibera “sì smarino” del 27 dicembre. La delibera rappresenta una vera anomalia nella storia del Comune di Torrazza. Il Comune aveva infatti espresso la propria contrarietà allo smarino ininterrottamente dal 2011. Nel triennio 2011 – 2013, durante il mandato del sindaco Simonetta Gronchi - il Comune ha detto no allo smarino con tre delibere di giunta e una di consiglio: quest’ultima approvata anche da Massimo Rozzino, allora consigliere di minoranza. Poi, durante il suo primo mandato da sindaco (2014 – 2019), Rozzino ha manifestato la propria opposizione allo smarino con numerosi atti: ad esempio con due lettere alle autorità nel 2014 e nel 2016, e con due delibere di giunta nel 2017. Ora il consiglio comunale ha un modo per eliminare tale anomalia. Quello proposto dai consiglieri Corna e Muscedra: una nuova delibera di giunta che revochi quella “sì smarino” del 27 dicembre, e che rimetta il Comune di Torrazza in linea di continuità con nove anni di pronunce “no smarino”.
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