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IVREA. Manital: il tribunale dichiara lo stato di insolvenza

IVREA. Manital: il tribunale dichiara lo stato di insolvenza
La sesta sezione del tribunale delle imprese di Torino riunitosi oggi in camera di consiglio, con i magistrati, Vittoria Nosengo, Cecilia Marino e il presidente Stefano Miglietta ha dichiarato lo stato di insolvenza di Manitalidea sciogliendo così la riserva del 31 gennaio scorso. I commissari giudiziali saranno, anzi sono, quelli indicati dal MISE (Ministero per lo sviluppo economico) lo scorso 17 settembre, Antonio Zecca, Antonio Casilli e Francesco Schiavone Panni. L’esame dello stato passivo avrà luogo al Palazzo di giustizia il 9 luglio e i creditori avranno tempo sino al 3 giugno per avanzare ogni pretesa. Nel corso dell’udienza del 31 gennaio il legale della società, l’avvocato Francesco Marocco, aveva chiesto un rinvio ma l’amministratore delegato, Luigi Grosso, con una mossa a sorpresa, aveva proposto l’ammissione al procedimento di amministrazione controllata. I giudici lo hanno ascoltato prendendo atto di un’esposizione debitoria di 223.335 euro; dell’assenza di risorse finanziarie sufficienti a fare fronte ai debiti; della mancanza di concrete possibilità di incasso in tempi brevi dei crediti (che, secondo quanto riferito dalla Società ammontano a 207.060.472 euro); del tentativo, posto in essere dalla Società, di assicurare la (parziale) soddisfazione dei creditori attraverso forme di pagamento anormali (ad es. deleghe di pagamento dei dipendenti e prospettazione ai fornitori di pagamenti rateizzati in sei anni);  del fallimento di società integralmente partecipate dalla Manitalidea  a cominciare dalla Olicar Gestioni con pronuncia del Tribunale di Asti del 13/1/2020, oltre a “un elevatissimo numero di esecuzioni forzate intraprese anche nell’ultimo anno”, compresi gli sfratti esecutivi dalle sedi locali di Ancona, Roma e Napoli. A convincere i giudici anche l’impossibilità, sottolineata da Grosso, di poter operare sui conti correnti e accendere nuove linee di credito a causa dei blocchi della Centrale dei rischi della Banca d’Italia. S’aggiunge la necessità di un massiccio intervento finanziario per il pagamento degli stipendi ai dipendenti della struttura di gestione e itineranti, per un totale pari a Euro 900.000,00 oltre a 14.600.000,00 Euro per i dipendenti su commesse, cui si aggiungerebbero 6.430.000 di una delle 5 rate del Durc scaduta il 30 gennaio. “La scelta del Tribunale - commenta Federico Bellono, della Cgil Torino -  è probabilmente quella più utile non solo per dare ai creditori, in primis i lavoratori, ciò che gli spetta, ma anche per dare continuità e prospettiva agli asset aziendali sopravvissuti al disastro e quindi all’occupazione”. “Le procedure concorsuali - osserva ancoar - non sono mai brevissime. Occorre quindi che Tribunale e commissari accelerino quanto più è possibile i tempi, incontrando in tempi brevi anche le organizzazioni sindacali. Così come è bene che siano altrettanto rapide le indagini sulla malagestione di questi anni”. L’altra istanza C’è poi anche l’altra questione riguardante l’istanza di revoca, presentata da due sindaci, di Giuseppe Incarnato dalla carica - assunta l’11 novembre 2019 - di presidente del consiglio di amministrazione. I giudici hanno disposto l’integrazione del contraddittorio, estendendola all’intero organo amministrativo della società e ai sindaci. Chi c’era in aula il 31 gennaio scorso? Per Manitalidea S.p.a. l’ing. Luigi Grosso, amministratore delegato della società, in rappresentanza del consiglio di amministrazione, con l’avv. Francesco Marrocco; – per il Collegio Sindacale della Manitalidea S.p.a. l’avv. Paolo Fabris, e personalmente i dott.ri Francesco Massolo e Roberto Musso, sindaci della società; – il dott. Miglia, non costituito, Amministratore giudiziale delle azioni della Manitalidea S.p.a., nominato in seguito al sequestro delle medesime disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea; – per la Del Giudice Costruzioni S.r.l., l’avv. Iolanda D’Amore con il sig. Vincenzo Del Giudice personalmente; – per Energy Max Plus S.r.l. l’avv. Roberto Alberto per delega scritta dell’avv. Eliana Amendola, con il dott. Stefano Capetti; – per Trepiù S.r.l. e per Corrado Bertello, l’avv. Luca Pecoraro; – per Banca Farmafactoring S.p.a., l’avv. Daniela Carloni e l’avv. Alessia Augelletta; – per Serramenti Alluminio Fey s.r.l., l’avv. Leo Davoli per delega orale dell’avv. Paola Beata Getto e l’avv. Federica Ranieri; – per Gi Group S.p.a., l’avv. Cristiano De Filippi per delega orale dell’avv. Marisa Olga Meroni e l’avv. Paolo Giovanni Barenghi; – per i sigg.ri Senatore Vincenzo, Sarli Mario, Tarquini Vincenzo, Rossi Luciana, Bove Vincenza, Salerno Carmela, Galietta Celestino, Pellegrino Francesca, Pisaniello Immacolata, Iennaco Aniello, Di gregorio Marta e de Simone Antonio, l’avv. Maria Grazia Tripodi per delega orale dell’avv. Gerardo Tolino; – per Futuro 2000 s.r.l., l’avv. Elenio Todaro; – per Simply Società Cooperativa, l’avv. Marco Pugliese per delega orale dell’avv. Francesco Scacchi.
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