La proliferazione abnorme e incontrollata degli animali selvatici è ormai una vera e propria emergenza. I cinghiali in particolare, oltre a essere una delle maggiori cause di danni alle coltivazioni agricole, hanno determinato un sensibile aumento degli incidenti stradali, alcuni dei quali purtroppo mortali. Per i cittadini in generale e per il mondo agricolo in particolare, spesso, gli indennizzi per i danni patiti dalle imprese agricole vengono liquidati, nella maggior parte dei casi, soltanto in misura marginale e con pesanti ritardi. Proprio a luglio, nel territorio dei Comuni di Castellamonte, Colleretto Giacosa, Loranzè, Parella, Pavone, Perosa, San Martino Canavese, Scarmagno era andato in scena un intervento di contenimento del cinghiale. Il cinghiale, infatti, costituisce ormai una presenza costante nell’area provinciale e l’affermazione della specie anche in prossimità di aree fortemente antropizzate ha provocato un forte impatto sulle attività umane diventando causa di danni alle colture agricole e un elemento di rischio per la viabilità. L’esigenza di fornire una risposta a questi problemi porta all’emanazione, da parte della Regione Piemonte, della L.R. 27 gennaio 2000 n. 9 con la quale, oltre a ribadire il divieto di allevamento di cinghiali per scopi venatori e di immissione sul territorio, viene anche prevista l’attuazione di piani di contenimento individuando nelle Province i soggetti preposti alla loro realizzazione e approvazione. Nell’ultimo consiglio comunale, la maggioranza del primo cittadino, Endro Bevolo, ha nuovamente lanciato l’allarme con una delibera ad hoc dove si chiede di “verificare i dati dettagliati degli abbattimenti, relativi al peso eviscerato e demografici, in rapporto ai sessi e alle classi d’età, per caratterizzare le popolazioni di cinghiali al fine di adottare programmi di contenimento e piani di prelievo adeguati”. Ma non è tutto si parla anche di “fornire un quadro dettagliato dei danni accertati, di quelli già liquidati e di quelli ancora da liquidare, con relativa tempistica” e di “adottare con urgenza ogni altro provvedimento idoneo ad assicurare il contenimento della presenza degli ungulati”.
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