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SAN MAURO. Richieste tre condanne per i lavori mai finiti alla Allende

SAN MAURO. Richieste tre condanne per i lavori mai finiti alla Allende

Tre condanne sono state chieste dalla procura di Torino lunedì in tribunale al processo per le presunte irregolarità che hanno accompagnato, intorno al 2013, alcune opere di riqualificazione di una scuola elementare a San Mauro Torinese intitolata a Salvador Allende.

Il pm Laura Longo ha chiesto due anni per il direttore dei lavori e per il cosiddetto Rup - responsabile unico del procedimento; un anno e sei mesi, invece, è la proposta per il tecnico che collaudò le opere nel 2016.

Si procede per una ipotesi di falso. La sentenza è in programma il 18 giugno.

Parliamo di una storia risalente a sei anni fa, quando al governo della città c’era il sindaco Ugo Dallolio.

Tutto parte, anche, dopo alcuni articoli usciti proprio sulle colonne del nostro giornale e in seguito alle segnalazioni di un ex dipendente della Mi.Da, la ditta che si era occupata dei lavori. Proprio nel 2013, quando alcuni uomini della Guardia di Finanza si erano presentati nella sede dell’ufficio tecnico di San Mauro, in via Ronchi. Cercavano documenti riguardanti i lavori effettuati presso la scuola elementare di Sant’Anna.

Si torna così a parlare dell’interminabile cantiere della scuola elementare di Sant’Anna, quel cantiere finito nel mirino della Procura di Torino dopo un esposto presentato dall’ingegner Giuseppe Nardozza nel luglio del 2013. Nel suo esposto, Nardozza (ex impiegato nella ditta che si occupa dei lavori) faceva rilevare alcune gravi incongruenze economiche.

Spero che la Procura apra un’indagine - raccontava Nardozza 6 anni fa - per capire se effettivamente ci sono state irregolarità che abbiano favorito l’impresa che sta conducendo i lavori. Io, analizzando i documenti del cantiere, sono giunto a questa conclusione: 261mila euro sono stati pagati alla Mi.Da per lavori non eseguiti”. 

Irregolarità che Nardozza descriveva così: “Si possono dividere in tre macroaree. La gigantesca, e immotivata, dilatazione delle tempistiche: la durata del cantiere doveva essere di 120 giorni, ne sono stati dati 251 di proroga. Non ho mai visto nulla di simile. In secondo luogo, c’è la perizia di variante, che va ad aumentare del 70% l’importo contrattuale. E infine, c’è l’elevato (per usare un eufemismo) importo economico del secondo Sal, che non corrisponde a lavori realmente realizzati”.

Dopo quella denuncia, che si formalizzò in un vero e proprio esposto, la querelle andò avanti e nel febbraio 2014 il rapporto tra la ditta e l’amministrazione comunale si concluse.

La giunta di Dallolio, infatti, decise di procedere alla risoluzione del contratto con la ditta Mi.Da Srl a causa del “grave ritardo” nei lavori.

L’azienda di Leini, dunque, fu costretta a prendere baracca e burattini e lasciare San Mauro.

Il cantiere, iniziato nel luglio del 2012, si sarebbe dovuto concludere il 12 novembre dello stesso anno. A febbraio del 2014 (un anno e tre mesi oltre la scadenza prestabilita) le stime eseguite dal Comune di San Mauro dicevano che, a metà dicembre 2013, l’avanzamento del cantiere era fermo al 60,52% del previsto.

La Mi.Da quindi, abbandona San Mauro, i lavori della scuola proseguono con un’altra ditta ma, nel frattempo, proseguono anche le indagini della procura e si arriva ad oggi con la richiesta di condanna per falso, una richiesta che pare coinvolga anche uno dei tecnici comunali che nel 2016 collaudò l’opera completata.

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