Torce puntate sulla villa del boss Nicola Assisi. Ieri sera al flash mob organizzato da Libera Piemonte e Avviso Pubblico c'erano circa 150 persone scese in strada per riaccendere l'attenzione su questo bene confiscato alla mafia e non ancora assegnato. "Accendiamo la luce su una situazione che sembra si voglia lasciare al buio"
questo il tema dell'evento cui hanno preso parte centinaia di cittadini e i rappresentanti delle più alte istituzioni. C'era il presidente onorario di Libera ed ex magistrato, Giancarlo Caselli, il referente regionale di Avviso Pubblico, Diego Sarno, il sindaco di San Giusto Giosi Boggio, l'ex deputato, membro della commissione antimafia, Davide Mattiello, la referente di Libera Piemonte Maria Josè Fava.
La data scelta per l’iniziativa non è casuale. Sei mesi fa, infatti, abbiamo deciso di compiere il primo passo verso la restituzione sociale del bene.
Il 30 aprile scorso decidemmo di entrare, con le Istituzioni, nella villa di San Giusto Canavese, confiscata a Nicola Assisi, narcotrafficante ancora oggi latitante.
A 6 mesi di distanza, molto è successo, in questo bene nella campagna del Canavese. Poco dopo la nostra marcia, ignoti si sono introdotti nel bene posizionando due bombole di gas e appiccando un incendio con l’obiettivo, per fortuna non raggiunto, di farlo saltare in aria.
Abbiamo risposto al vile atto intimidatorio - fianco a fianco con le Istituzioni - vivendo il bene, organizzando lì la nostra Assemblea Regionale e presidiando la struttura, giorno e notte, nel mese di luglio.
Nonostante tutti gli sforzi fatti, la villa appartenuta ad Assisi rimane vuota, nessun intervento è stato fatto a seguito dell’attentato incendiario.
Nel bene ci sono ancora le pareti annerite dalla fuliggine, calcinacci e, persino, le due bombole del gas usate per appiccare l’incendio.
Un bene confiscato in via definitiva nel 2011 ad uno dei più potenti narcotrafficanti italiani, in contatto diretto con la ‘ndrangheta, sfuggito alla giustizia italiana.
Anni dopo, nel marzo del 2018, è stato liberato dai familiari di Assisi che lo occupavano, nonostante le sentenze di confisca.
Il flash mob vuole essere un atto dimostrativo per spingere tutte le Istituzioni competenti a mettere in campo le forze necessarie per restituire socialmente la villa, un bene confiscato dall’alto valore simbolico.
Non dimentichiamoci che l’attentato incendiario, un chiaro atto intimidatorio per impedire che questo bene rinasca, rappresenta un unicum nel nostro territorio.
C’è chi vuole che la villa rimanga al buio, noi vogliamo portare la luce e trasformarla da bene esclusivo a luogo di tutti, per tutti.
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