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17 Ottobre 2018 - 11:30
I cadaveri dei piccioni presenti nella casa finita al centro delle polemiche tra la minoranza e l’amministrazione comunale
“Io sono pronto a sanzionare il proprietario di quella casa fino a quando sarò sindaco”.
Non le manda a dire il sindaco Paolo Cugini.
Nelle ultime settimane, infatti, una casa, privata, ribattezzata “La piccionaia”, posta nel centro città, è finita al centro delle polemiche.
La presenza di numerosi cadaveri di piccione non è passata inosservata, la scorsa settimana era stata proprio la consigliera di minoranza, Maria Carla Varetto, a puntare il dito sull’amministrazione.
“Nel centro della città ci sono dei colombi morti, c’è una situazioni sanitaria ai limiti della tolleranza, non è possiibile. Considerato che il loro motto era quello di far rivivere Gassino sono arrivati al risultato opposto, stanno lasciando tutto in uno stato di degrado assoluto, è vergognoso”.
Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino che ha così duramente replicato.
“Tanti parlano ma nessuno fa niente. Io, il sindaco, sono l’unico ad aver fatto qualcosa: ho elevato quattro sanzioni contro il proprietario della casa. C’è anche un’ordinanza che gli intima di non fare avvicinare i piccioni alla casa. Io, in ogni caso, sono pronto a multarlo di nuovo, non ho nessun problema”.
Putroppo, però, il potere del comune si ferma alle sole multe.
“Certo, quella è un’area privata e non possiamo di certo essere noi come comune a metterla in ordine. Noi non possiamo intervenire su una proprietà privata. Ci siamo rivolti anche all’Asl per verificare la presenza di una eventuale emergenza sanitaria ma per il momento non sussistono queste condizioni. Noi ci stiamo muovendo, il proprietario ha promesso che se ne occuperà, noi, nel caso, siamo pronti a sanzionarlo ancora”.
Un’ultima battuta sul consigliere di minoranza Corrado che, a detta di Cugini, conoscerebbe il proprietario della “Piccionaia”.
“Il consigliere Corrado potrebbe intervenire con una moral suasion visto che fanno parte dello stesso partito. Non puoi essere contemporaneamente di lotta e di governo”.
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