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28 Agosto 2018 - 16:30
francesco ferrulli
Durante l’ultimo Consiglio comunale prima della pausa estiva, il sindaco Giosi Boggio e la sua amministrazione avevano promesso a Francesco Ferrulli, 67 anni, presidente della cooperativa onlus “La casa per caso”, che gestisce l’asilo nido, di trovare una soluzione per evitarne la chiusura.
La crisi economica che tutti gli asili nidi stanno vivendo in questo periodo, i costi di gestione troppo elevati, il numero esiguo di bambini e anche un po’ in mancanza di aiuti da parte dell’amministrazione comunale l’avevano messo in difficoltà.
“Tutti i mesi devo pagare lo stipendo a due maestre, Graziella e Giovanna, al cuoco Rocco, pagare i fornitori, il materiale scolastico e tutte le utenze - era l’appello, accorato, del titolare- -, mentre le nostre entrate sono rappresentate solamente dalle rette di sei bambini, che pagano 400 euro”.
A poche settimane di distanza, la promessa è stata mantenuta.
Il Comune ha stipulato una convenzione per ridurre la tassa di iscrizione ed incentivare le iscrizioni dei bambini.
Tutto bene? Per niente.
“Abbiamo firmato sì una convenzione - spiega Ferrulli, amagereggiato -, ma se tutto va bene inizierà a gennaio mentre l’asilo dovrebbe aprire il 3 settembre”.
Ritiene che gli incentivi offerti dall’amministrazione non siano sufficienti per risollevare la sua situazione.
“Toglieranno solamente 50 euro per ogni bambino iscritto”. E di iscritti, al momento, ne ha solo tre. Se non entro qualche giorno non arriverà nessun altro, l’asilo chiuderà.
“L’altro giorno - continua - ho raduntato le maestre, il cuoco, la ragazza del servizio civile per avvisarli della situazione. Non riesco più a tirare fuori di tasca mia 3, 4 mila euro al mese. Mi dispiace, ma a meno che non si trovi un’altra soluzione non posso fare diversamente. Ho finito tutte le risorse che avevo a disposizione. Ci ho provato, ci ho rimesso tutto quello che avevo e sinceramente credevo che il Comune facesse qualcosa di più”.
Eppure non è la prima volta che Ferrulli manifesta il suo disagio.
“Un mese fa ho anche scritto una lettera al sindaco in cui spiegava le sue difficoltà ed in cui si rendeva disponibile a lasciar l’asilo al Comune. Sapevano in che condizioni mi trovavo. Da parte nostra abbiamo fatto di tutto per farci conoscere”.
Della questione si era anche interessato il consigliere di minoranza Giuseppe Libonati, che aveva anche fatto un’interrogazione al sidnaco Giosi Boggio durante il Consiglio.
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