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11 Gennaio 2021 - 17:26
Beppe Pezzetto sindaco di Cuorgnè
Anche il Comune di Cuorgnè, dopo che altri lo avevano fatto, è approdato allo streaming. In verità lo aveva introdotto per primo, quasi dieci anni fa, ma all’epoca si era trattato di un’opportunità, non di una necessità, e ad un certo punto non se n’era più parlato. Ora la situazione è profondamente differente e, tra le innovazioni rese popolari dalla pandemia, vi è proprio la possibilità di seguire da casa, attraverso il proprio computer, i consigli comunali. A seconda dei casi, il ruolo della trasmissione via Internet varia: può affiancarsi alla presenza del pubblico (o perlomeno dei giornalisti) oppure diventare l’unico mezzo per seguire la seduta. Anche i consiglieri a volte sono riuniti in sala consiliare, altre si collegano ciascuno da casa propria o dal proprio studio ed “in presenza” non restano che sindaco, vicesindaco e segretario.
Come tutti i marchingegni tecnologici, al di là delle considerazioni sulla sua indiscutibile utilità per evitare occasioni di contagio, bisogna dire che si tratta di un sistema al medesimo tempo prezioso e complicato: lo stesso Pezzetto ha auspicato che si possa tornare presto alla normalità. Lo streaming è vantaggioso per quanti nelle sale consiliari non si recavano per timidezza o perché non avevano tempo e voglia di uscire di casa. Chi era invece abituato a frequentarle – soprattutto per lavoro – non trova particolarmente riposante armeggiare con cuffie e microfoni, alle prese con un audio non sempre impeccabile e con il timore che la connessione venga meno. Nella maggior parte dei casi si può rimediare a questi problemi grazie alla possibilità di riascoltare all’infinito le sedute ma non sempre tale possibilità viene offerta: non è stato così, ad esempio, per il citato consiglio cuorgnatese del 30 novembre, che è stato trasmesso ma non registrato. Così per scriverne è stato necessario attendere la pubblicazione dei resoconti ufficiali e supplire in questo modo ai dati non trascritti, alle frasi non ben comprese.
Si sarebbe dovuto parlare del documento di Bilancio nell’ultima seduta del 2020 del consiglio comunale di Cuorgnè. La discussione – se così si può chiamare – è invece spaziata da un tema all’altro, attinente o meno all’argomento. Protagonisti del confronto, come di consueto, sono stati il sindaco Pezzetto ed il capogruppo di opposizione Vacca Cavalot, con l’inserimento ad un certo punto degli assessori Pieruccini e Leto. L’esordio di Vacca Cavalot era apparso un po’ forzato: “Esprimo parere negativo perché il mio gruppo è sempre stato molto critico nei confronti dell’atteggiamento assunto da questa amministrazione sulle grandi tematiche che abbiamo cercato costantemente di portare in discussione ed alle quali non è stato dato seguito” ed ha citato il destino dell’ospedale cuorgnatese. Pur ribattendo che “non hanno attinenza con il punto in esame” il sindaco lo aveva invitato a proseguire.
“Non sono state fornite risposte sulle problematiche da noi sollevate”- aveva affermato il capogruppo di minoranza, parlando a questo punto dell’Ospedale del Canavese, sul quale “le opposizioni non sono nemmeno state sentite”. Il sindaco era tornato a ricordargli che era fuori tema e che, se voleva parlare di questo, avrebbe potuto presentare un’interpellanza oppure un’interrogazione. A questo punto si è passati alla Casa di Riposo, che secondo Vacca Cavalot viene trattata con poco riguardo dall’amministrazione; poi è stata la volta del cimitero, della scuola media “che sorge su un acquitrino”, del Centro Anziani “distrutto” negli ultimi anni dalle scelte amministrative. “Questi sono temi che concernono il Bilancio”- ha dichiarato.
Si torna al poliambulatorio ed all’ospedale, si verifica uno scontro verbale con Pieruccini sul campo sportivo, si discute di nuovo ed infine arriva il voto negativo di Vacca Cavalot e dei suoi sul Bilancio ma si è assistito ad una sarabanda di temi diversi mischiati insieme, di affermazioni di principio dall’una e dall’altra parte, di posizioni preconcette…
Cos’è rimasto in chi ha ascoltato tutto questo? Una gran confusione.
Questo è il consiglio comunale di Cuorgnè.
Quel che si può dire, dopo aver assistito alla prima seduta in teleconferenza del consiglio cuorgnatese, è che la distanza sembra aver spinto a parlare qualche consigliere poco abituato ad intervenire: non ne ha però stimolato le capacità dialettiche bensì piuttosto la propensione al litigio. A Cuorgnè, del resto, l’arte della discussione – più o meno accesa che sia - è poco praticata e sostituita da un battibecco stizzito fra il sindaco ed il capogruppo di opposizione. E’ difficile che una seduta si concluda senza che Pezzetto e Vacca Cavalot abbiano dedicato una parte del loro tempo a provocarsi l’un l’altro, in un’atmosfera di irritazione reciproca. Ad essere precisi, in genere è Vacca Cavalot a cominciare ed a cercare lo scontro. Pezzetto sembra sempre aver fretta di concludere il prima possibile, senza soffermarsi sulle questioni, senza approfondire i temi, come se le riunioni di consiglio fossero un’ incombenza noiosa alla quale non ci si può sottrarre ma che occorre ridurre ai minimi termini. Così uno lancia attacchi spesso strumentali; l’altro vibra di rabbia trattenuta. Il primo parte come un siluro a denunciare carenze, atteggiamenti troppo tiepidi, scarsa combattività; il secondo rilancia ricordando che il suo avversario è stato sindaco per molti anni e che tanti problemi erano presenti già allora. Inutile dire che hanno ragione entrambi nel giudicare la controparte ma che non brillano nell’arte dell’autocritica. Eppure questi diverbi scarsamente costruttivi – è triste doverlo riconoscere - rappresentano l’unica possibilità per lo spettatore esterno (alias cittadino qualunque) di capire qualcosa di quanto accade dall’altra parte. In genere i non addetti ai lavori si sentono esclusi: nessuno cerca di coinvolgerli, di aiutarli a capire. Non a caso la presenza dei cuorgnatesi alle sedute di consiglio si era ridotta a ben poca cosa già prima della pandemia. Dopo l’esplodere del Covid si è praticamente azzerata: anche la scorsa estate, quando la situazione dei contagi era migliorata e la frequentazione dei luoghi pubblici era ripresa, in consiglio a Cuorgnè non s’incontrava nessuno.
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