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Cronaca
29 Aprile 2026 - 09:33
Incendio nel bosco a Cuorgnè: individuato un presunto responsabile, denunciato un pensionato
Un incendio divampato al calare della sera, le fiamme che avanzano tra i castagni e il rischio concreto che il fuoco raggiunga le abitazioni. È il quadro che si è presentato lo scorso 28 marzo in località Nava, a Cuorgnè, dove un rogo boschivo ha interessato un’area di circa 290 metri quadrati. A distanza di settimane, le indagini dei Carabinieri Forestali hanno portato all’individuazione di un presunto responsabile, un pensionato italiano di 75 anni, denunciato alla Procura di Ivrea.
Le fiamme si erano sviluppate intorno alle 19, in una zona collinare a circa 670 metri di quota, caratterizzata da un bosco di castagneto. L’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco e delle squadre A.I.B. della Regione Piemonte ha consentito di contenere rapidamente il fronte del fuoco, evitando conseguenze più gravi. In particolare, è stato scongiurato il coinvolgimento di un fabbricato situato nelle immediate vicinanze, che avrebbe potuto trasformare l’episodio in un incendio ben più pericoloso.
Sul posto sono stati impiegati cinque mezzi terrestri per le operazioni di spegnimento e bonifica. Non si registrano feriti né tra i residenti né tra il personale intervenuto, ma l’episodio ha riacceso l’attenzione sulla gestione dei fuochi all’aperto, soprattutto in presenza di condizioni meteo sfavorevoli.
Determinante, per ricostruire la dinamica dell’accaduto, è stata l’attività investigativa del Nucleo Carabinieri Forestale di Pont Canavese, che ha condotto rilievi accurati applicando il Metodo delle Evidenze Fisiche, una tecnica che consente di individuare il punto d’origine dell’incendio analizzando i segni lasciati dal fuoco sulla vegetazione e sul terreno.

Le indagini si sono concentrate fin da subito su un’abitazione adiacente all’area colpita. Secondo quanto emerso, il proprietario era intento a svolgere attività di potatura e combustione di residui vegetali. Le sue dichiarazioni sono state messe a confronto con quelle di altri testimoni e con gli elementi raccolti durante i sopralluoghi, permettendo di delineare un quadro ritenuto coerente dagli investigatori.
Secondo la ricostruzione, il rogo sarebbe stato innescato proprio dall’abbruciamento di questi materiali, lasciati ancora incandescenti e alimentati da un vento sostenuto che, in quella giornata, soffiava sulla zona. Una combinazione che ha favorito la propagazione delle fiamme nel bosco circostante. L’uomo è stato quindi deferito alla Procura di Ivrea. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto, ogni responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi opportune.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio, che ogni anno vede numerosi incendi boschivi scaturire da comportamenti imprudenti. In Piemonte, come in molte altre regioni, la pratica di bruciare residui vegetali è regolamentata da precise norme, proprio per evitare che operazioni apparentemente innocue possano trasformarsi in situazioni di pericolo.
I Carabinieri Forestali, al termine dell’attività, hanno ribadito l’importanza di una rigorosa osservanza delle disposizioni in materia. L’accensione di fuochi, soprattutto in presenza di vento o in periodi di siccità, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per il patrimonio boschivo. Il caso di Cuorgnè lo dimostra con chiarezza: un gesto quotidiano, se sottovalutato, può mettere a rischio ambiente, abitazioni e sicurezza pubblica.
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