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Cronaca

Furto da mezzo milione ad Asti, arrestata la “banda del buco”

Individuati due uomini per il colpo in gioielleria: ingresso scavando dal locale accanto

Furto da mezzo milione ad Asti

Furto da mezzo milione ad Asti, arrestata la “banda del buco” (foto di repertorio)

Un colpo studiato nei dettagli, eseguito in silenzio e senza lasciare segni evidenti all’esterno. A distanza di mesi, le indagini hanno portato a individuare i presunti responsabili.

La Polizia di Stato di Asti ha identificato due uomini ritenuti coinvolti nel furto da circa 500mila euro messo a segno lo scorso agosto ai danni di una gioielleria del centro cittadino. Si tratta di soggetti già noti alle forze dell’ordine per reati analoghi.

L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura, si è sviluppata attraverso un’attività investigativa articolata, basata sull’analisi incrociata di diversi elementi. Fondamentale è stato il lavoro sui filmati delle telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche sia private, che hanno permesso di ricostruire gli spostamenti sospetti nelle ore precedenti e successive al furto.

A questi dati si sono aggiunti i riscontri derivanti dai controlli stradali e dai passaggi ai caselli autostradali, elementi che hanno contribuito a delineare un quadro coerente delle presenze sul territorio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il colpo era stato pianificato con attenzione. I due uomini avrebbero effettuato diversi sopralluoghi preliminari, studiando le abitudini dei titolari della gioielleria e individuando le possibili vie di accesso e di fuga.

La modalità scelta per entrare nel negozio richiama una tecnica già utilizzata in altri episodi simili. I ladri hanno infatti scavato un varco nel muro di un locale adiacente, momentaneamente inutilizzato, riuscendo così a introdursi all’interno della gioielleria senza forzare l’ingresso principale. Una volta dentro, hanno sottratto preziosi per un valore complessivo stimato intorno al mezzo milione di euro.

Al termine delle indagini, l’Autorità giudiziaria ha disposto misure cautelari differenziate. Per uno degli indagati sono stati applicati gli arresti domiciliari, mentre per il secondo è stato disposto l’obbligo di dimora, con la prescrizione di presentarsi quotidianamente agli uffici di polizia.

L’operazione rappresenta un passaggio importante nell’attività di contrasto ai reati contro il patrimonio, in particolare a quelli commessi con modalità organizzate e pianificate. Allo stesso tempo, resta fermo il principio secondo cui la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata in via definitiva nel corso del procedimento penale.

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