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Cronaca

Record di multe a Sestriere, i numeri fanno riflettere: troppi sciatori ancora senza casco

Quasi duecento multe sulle piste: tra infrazioni e comportamenti a rischio, la sicurezza resta una sfida aperta

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Record di multe a Sestriere, i numeri fanno riflettere: troppi sciatori ancora senza casco

La stagione sciistica si chiude con un bilancio che va oltre i numeri e racconta il rapporto, ancora complesso, tra sport e rispetto delle regole. Sulle piste del comprensorio, i Carabinieri hanno garantito per mesi un’attività costante di vigilanza, prevenzione e soccorso, monitorando flussi di turisti e appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Il dato complessivo parla di 186 sanzioni amministrative, segno di un’attenzione alta ma anche di comportamenti non sempre adeguati. A emergere con forza è il tema del casco protettivo, diventato obbligatorio con il recente Decreto Sport entrato in vigore proprio nella stagione 2025/2026. Nonostante la normativa sia ormai operativa, sono 57 gli sciatori multati per non averlo indossato. Un numero significativo, che evidenzia come il cambiamento culturale richieda tempo, soprattutto tra chi vive la montagna in modo occasionale o sottovaluta i rischi.

Subito dopo si collocano le violazioni legate alla velocità e al mancato rispetto della segnaletica, con 39 casi accertati. Si tratta di comportamenti che incidono direttamente sulla sicurezza collettiva: piste affollate, incroci e tratti tecnici richiedono attenzione e prudenza, elementi che non sempre vengono rispettati.

Altro fronte delicato è quello del fuoripista. Sono 36 le sanzioni elevate a chi si è avventurato fuori dai tracciati senza l’attrezzatura necessaria. Una pratica che attira sempre più appassionati ma che, se affrontata con superficialità, può trasformarsi in un pericolo concreto, soprattutto in condizioni meteo instabili o in presenza di rischio valanghe.

Non meno rilevante il dato relativo all’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile: circa un sesto dei sanzionati ne era privo. Una mancanza che, in caso di incidente, può avere conseguenze pesanti sia sul piano economico sia su quello legale.

Nel corso della stagione, i controlli hanno portato alla luce anche situazioni legate a uso di stupefacenti e consumo di alcol. Dieci giovani sono stati segnalati alla Prefettura per detenzione di droga a uso personale, mentre undici turisti sono stati fermati in stato di ebbrezza sulle piste. Condizioni incompatibili con la pratica dello sci, dove lucidità e riflessi sono fondamentali.

Complessivamente, i Carabinieri hanno identificato oltre mille persone, confermando una presenza capillare e continua sul territorio. Un lavoro che non si limita alla repressione, ma punta soprattutto alla prevenzione e alla diffusione di una maggiore consapevolezza tra gli sciatori.

Il bilancio finale lascia intravedere un quadro chiaro: la montagna resta un luogo di svago e sport, ma richiede responsabilità. Le norme introdotte negli ultimi anni vanno nella direzione della sicurezza, ma la loro efficacia dipende dal comportamento individuale. La prossima stagione ripartirà da qui: più informazione, più controlli, ma soprattutto una maggiore cultura del rispetto delle regole.

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