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Cronaca

Esce dal carcere e viola le misure di sicurezza: trovato ubriaco in strada a Settimo Torinese

I Carabinieri sono intervenuti due volte in dieci giorni. Il giudice aveva previsto per lui un percorso di recupero dalle dipendenze

Esce dal carcere e viola le misure di sicurezza: trovato ubriaco in strada a Settimo Torinese

Esce dal carcere e viola le misure di sicurezza: trovato ubriaco in strada a Settimo Torinese (immagine di repertorio)

Lo hanno trovato in grave stato d'ubriachezza per le strade di Settimo Torinese, dopo essere stato scarcerato e mentre si sottraeva a una misura di sicurezza disposta dal tribunale d'Ivrea. Giovedì 9 aprile è scattato un nuovo intervento dei Carabinieri nei confronti di Raffaello Mastrangelo, il settimese classe 1971 già noto da tempo per violenze, furti, danneggiamenti e molestie.

A giugno 2025, Mastrangelo aveva infatti aggredito un agente della Polizia Locale nel centro di Settimo, colpendolo con un pugno al volto mentre si trovava in evidente stato di alterazione. Nello stesso episodio, aveva anche minacciato e insultato i Carabinieri, venendo poi denunciato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Sempre nello stesso contesto, era stato trovato in possesso di un coltello da cucina lungo oltre 30 centimetri, portato senza alcuna giustificazione in pieno centro cittadino.

È stato poi ricoverato all'ospedale di Chivasso, da dove era fuggito rubando il cellulare a un'infermiera. Nei giorni successivi, si era reso protagonista di ulteriori episodi tra Settimo, Torino e Chivasso, tra cui il lancio di un estintore nella stazione di Porta Susa, che aveva seminato il panico tra i presenti, e il danneggiamento della vetrina della Pro Loco di Settimo.

In un’altra occasione, nel tentativo di sottrarsi alle forze dell’ordine, si era poi gettato nel fiume Orco a Chivasso, venendo recuperato dopo alcuni minuti e successivamente arrestato. In quei giorni aveva anche violato l’obbligo di firma disposto nei suoi confronti, continuando a spostarsi tra i vari comuni e rendendosi irreperibile.

La vicenda si è poi concretizzata a livello giudiziario davanti al tribunale d'Ivrea, dove Mastrangelo è stato riconosciuto responsabile, lo scorso mese, di diversi reati. Il giudice lo ha condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento dei risarcimenti nei confronti degli operatori coinvolti. Nel corso del procedimento è stata disposta anche una perizia psichiatrica, che ha accertato una parziale incapacità di intendere e di volere, elemento che ha inciso sul quadro finale ma senza escludere la responsabilità penale. Proprio alla luce di questa condizione, il foro eporediese ha disposto anche una misura di sicurezza della durata di un anno, con inserimento in un percorso di cura e controllo e la presa in carico da parte del SERD, il servizio per le dipendenze patologiche.

Una misura che, nelle intenzioni dell’autorità giudiziaria, avrebbe dovuto contenere il rischio di nuovi episodi e accompagnare l’uomo in un percorso di recupero. Tuttavia, secondo quanto emerso, già nelle settimane successive alla scarcerazione Mastrangelo avrebbe mostrato difficoltà nel rispettare le prescrizioni imposte.

Quello di giovedì scorso è stato infatti il secondo intervento dei Carabinieri in dieci giorni nei suoi confronti, ricoverato la prima volta al San Giovanni Bosco di Torino e poi di nuovo all'Ospedale Civico di Chivasso per via delle sue condizioni di salute. Secondo quanto emerso, l’uomo si trovava in uno stato di forte alterazione alcolica, tanto da non riuscire a reggersi in piedi e rendere necessario l’intervento dei soccorsi.

Una situazione che ha portato le forze dell’ordine a segnalarlo nuovamente alla Procura della Repubblica, alla luce della violazione della misura di sicurezza a cui era sottoposto. Ora sarà l’autorità giudiziaria a valutare un possibile aggravamento del provvedimento, vista la recidiva e il mancato rispetto delle prescrizioni imposte dopo la scarcerazione.

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