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Cronaca
07 Aprile 2026 - 23:34
Il pestaggio dell’agente sabato. Simionato ha il giubbotto rosso
È bastato allontanarsi per pochi minuti dai domiciliari per finire di nuovo nei guai. Protagonista della vicenda è Angelo Simionato, 22enne della provincia di Grosseto, già arrestato a Torino il 31 gennaio perché sospettato di aver preso parte all’aggressione a un poliziotto durante gli scontri di piazza.
Il giovane si trovava agli arresti domiciliari nella casa dei genitori a Montelaterone, frazione di Arcidosso, sull’Amiata. La sera di Pasqua, dopo le 20, ha varcato il cancello dell’abitazione per uscire di pochi passi e salutare un’amica. Un gesto durato appena sette minuti, ma sufficiente per configurare una violazione della misura cautelare.
Proprio in quel momento, i carabinieri di Arcidosso, impegnati nei controlli di routine, lo hanno sorpreso fuori dal perimetro consentito. Fino a quel momento, i militari lo avevano sempre trovato regolarmente in casa. È scattato così l’arresto per evasione.
A seguito dell’episodio, Angelo Simionato è comparso nuovamente davanti al giudice nella mattinata successiva. Il pubblico ministero Giampaolo Melchionna ha chiesto la convalida dell’arresto e il ripristino della misura dei domiciliari. Richiesta accolta dal giudice per le indagini preliminari Marco Bilisari, che ha disposto la convalida e il ritorno agli arresti domiciliari.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Tommaso Galletti, ha chiesto i termini a difesa: il giovane resterà quindi ai domiciliari in attesa dell’udienza del processo per evasione, che si terrà a Grosseto.
Solo pochi giorni fa, il primo aprile, il tribunale del riesame di Torino aveva stabilito che il 22enne dovesse rimanere ai domiciliari, respingendo la richiesta della procura di aggravare la misura con il carcere.
Secondo le ricostruzioni investigative relative agli scontri di Torino durante un corteo pro Askatasuna, Simionato sarebbe stato identificato come il giovane con il giaccone rosso presente mentre un agente, rimasto isolato, veniva circondato e colpito da un gruppo di manifestanti. Per i giudici, il suo ruolo non sarebbe stato quello di uno degli aggressori principali, ma comunque parte di un’azione di gruppo.

Ora, mentre il procedimento per gli scontri prosegue a Torino, il nuovo filone per evasione si svilupperà a Grosseto, aggiungendo un ulteriore capitolo giudiziario alla vicenda.
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