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Cronaca
31 Marzo 2026 - 12:50
Allevatore muore dopo essere stato colpito da un toro nella sua azienda
Un gesto quotidiano, poi l’imprevisto. E una tragedia che scuote un intero territorio. È morto dopo ore di agonia Claudio Dardanello, allevatore di 65 anni, colpito da un toro nella sua azienda agricola a Crava, frazione di Rocca de’ Baldi, nel Cuneese.
L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, all’interno dell’allevamento. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato raggiunto da un violento colpo allo sterno, probabilmente un calcio sferrato dall’animale. Un impatto che non gli ha lasciato scampo.
Immediato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure in condizioni già apparse gravissime. Dardanello è stato poi trasportato in elicottero all’ospedale Santa Croce di Cuneo, dove è arrivato in condizioni disperate. Nonostante i tentativi dei medici, è morto poco dopo il ricovero.
Sulla dinamica dell’accaduto sono in corso gli accertamenti dello Spresal, il Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro. Gli investigatori stanno cercando di chiarire le circostanze dell’incidente, avvenuto in un contesto lavorativo dove il rischio legato agli animali è sempre presente.
La notizia si è diffusa rapidamente nel mondo agricolo e zootecnico della provincia, dove Dardanello era una figura molto conosciuta e stimata. Classe 1961, era uno dei soci storici del consorzio di tutela del bue grasso di Carrù, eccellenza piemontese e simbolo di una tradizione radicata.
Con i suoi capi aveva partecipato a numerose rassegne, ottenendo riconoscimenti e premi. Un lavoro costruito negli anni, fatto di competenza, passione e dedizione quotidiana. La sua morte riporta l’attenzione sui rischi del lavoro agricolo, spesso sottovalutati ma sempre presenti. Il contatto diretto con animali di grande taglia, anche in contesti conosciuti, può trasformarsi in pochi istanti in una situazione pericolosa.
A Rocca de’ Baldi e nei comuni limitrofi il dolore è profondo. Non solo per la perdita di un allevatore, ma di una persona che rappresentava un punto di riferimento per la comunità e per il settore. Ora resta il tempo del lutto e delle domande. E la consapevolezza, ancora una volta, che dietro il lavoro nei campi e nelle stalle si nasconde una realtà fatta anche di rischi silenziosi.

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