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Cronaca

Volpiano, auto “civetta”, sirene e targhe false: inseguimento nella notte dopo il colpo fallito in villa

Nell’auto sirene, lampeggianti e un vero kit per truffe: parrucche, pettorine della polizia locale e targhe clonate. Due complici in fuga

Volpiano, auto “civetta”, sirene e targhe false

Volpiano, auto “civetta”, sirene e targhe false: inseguimento nella notte dopo il colpo fallito in villa

Un tentato furto in villa, poi la fuga a tutta velocità e un inseguimento tra due comuni dell’hinterland torinese che si conclude con un arresto. È successo tra Volpiano e Settimo Torinese, dove i carabinieri sono riusciti a fermare uno dei presunti responsabili dopo una corsa contro il tempo partita da una segnalazione al 112.

Tutto è iniziato quando il proprietario di una villetta di Volpiano ha chiamato i carabinieri segnalando un probabile tentativo di furto in abitazione. Quando la pattuglia della stazione locale è arrivata sul posto ha notato immediatamente un’auto di grossa cilindrata parcheggiata nei pressi della casa. Alla vista dei militari il conducente non ha esitato: ha premuto sull’acceleratore ed è scappato a forte velocità in direzione dell’uscita dal paese.

Da quel momento è scattato l’inseguimento. Grazie al coordinamento della Centrale operativa di Chivasso, una seconda pattuglia dei carabinieri che si trovava già in servizio nel vicino comune di Settimo Torinese è riuscita a intercettare il veicolo. Dopo alcuni chilometri la corsa si è conclusa proprio al confine tra i due comuni, dove l’auto è stata finalmente bloccata.

Ma non tutti gli occupanti sono stati fermati. Due uomini che si trovavano a bordo sono riusciti ad aprire le portiere e a fuggire a piedi, facendo perdere le proprie tracce. Il conducente invece, un cinquantaduenne originario dell’Astigiano e già noto alle forze dell’ordine, è stato immobilizzato e sottoposto a perquisizione personale e del veicolo.

È stato proprio l’esame dell’auto a rivelare uno scenario inquietante. All’interno del mezzo i carabinieri hanno trovato un vero “kit del truffatore”: parrucche, pettorine e berretti con le effigi della polizia locale, ricetrasmittenti con auricolari e perfino numeri e lettere magnetiche per comporre targhe clonate.

Non solo. L’auto stessa era equipaggiata con sirene e sistemi luminosi simili a quelli delle forze dell’ordine, un dettaglio che lascia ipotizzare che il gruppo potesse utilizzare il veicolo per simulare controlli o interventi ufficiali e avvicinare le vittime senza destare sospetti.

Gli accertamenti hanno inoltre confermato che sulla vettura erano state montate targhe false, presumibilmente utilizzate per commettere reati senza essere identificati.

Il cinquantaduenne è stato quindi arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, tentato furto in abitazione e possesso di segni distintivi contraffatti. L’operazione è stata condotta dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura di Ivrea, mentre proseguono le ricerche per rintracciare i due complici riusciti a fuggire.

Il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per l’indagato vale la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale condanna definitiva.

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