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Cronaca

San Salvario, controlli ad “alto impatto”: 135 identificati e un arresto per resistenza

Operazione interforze tra via Nizza e via Ventimiglia. Rimosse masserizie in un cantiere, sequestrati contanti e telefoni

San Salvario

San Salvario, controlli ad “alto impatto”: 135 identificati e un arresto per resistenza

Centotrentacinque persone identificate, otto veicoli controllati e un arresto. È il bilancio del servizio straordinario di controllo del territorio disposto dalla Polizia di Stato nel quartiere San Salvario, nell’ambito delle operazioni ad “Alto Impatto” che da mesi interessano alcune aree considerate sensibili della città.

L’attività, coordinata dal Commissariato di pubblica sicurezza “Barriera Nizza”, ha visto la partecipazione del Reparto Prevenzione Crimine “Piemonte”, del Reparto Mobile, della Polizia Ferroviaria, della Polizia Locale e dei Carabinieri. Un dispositivo ampio, concentrato in particolare tra via Nizza, via Ventimiglia e le strade limitrofe.

Durante i controlli, in un’area di cantiere vicino al vecchio palazzo delle Poste di via Nizza, personale della Polizia Locale insieme ad Amiat ha provveduto alla rimozione di alcune masserizie, tra cui materassi e suppellettili. Secondo quanto emerso, sarebbero stati utilizzati come giacigli di fortuna da persone senza fissa dimora.

L’episodio più significativo si è verificato in via Ventimiglia, all’angolo con via Corradino. Qui una pattuglia ha notato due giovani a piedi con atteggiamento giudicato sospetto. Alla vista della volante, entrambi si sono dati alla fuga in direzioni opposte.

Uno dei due è riuscito a far perdere le proprie tracce. L’altro, un diciottenne di nazionalità senegalese, ha imboccato la direzione dei giardini “Battistini”. Raggiunto da un agente, avrebbe reagito spintonando e aggredendo il poliziotto nel tentativo di sottrarsi al controllo. Gli operatori sono comunque riusciti a bloccarlo.

Durante la perquisizione sono stati trovati due smartphone e circa 200 euro in contanti. Il giovane non avrebbe fornito spiegazioni convincenti sulla provenienza del denaro e dei dispositivi, ritenuti dagli investigatori possibile provento di attività illecita.

Nel corso degli accertamenti, il ragazzo avrebbe inoltre fornito generalità risultate non corrispondenti alla sua identità reale. Per questo motivo è stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e falsa attestazione sulla propria identità.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

L’operazione si inserisce in un piano di controlli periodici che continueranno con cadenza regolare, con l’obiettivo di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine in un quartiere da tempo al centro dell’attenzione per episodi di microcriminalità e degrado urbano.

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