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Cronaca

A Chivasso è il giorno del dolore: la città piange il carabiniere Antonello Del Vecchio. Il sindaco: "Aveva moglie e due figli, era sempre solare"

Il 45enne carabiniere trovato senza vita nel parcheggio del cimitero. Oggi il cordoglio della città

A Chivasso è il giorno del dolore: la città piange il carabiniere Antonello Del Vecchio. Il sindaco: "Aveva moglie e due figli, era sempre solare"

A Chivasso è il giorno del dolore: la città piange il carabiniere Antonello Del Vecchio. Il sindaco: "Aveva moglie e due figli, era sempre solare"

A Chivasso oggi, venerdì 6 febbraio, è il giorno del dolore. La città si è svegliata con addosso il peso di una notizia che ieri ha colpito l'intera comunità. Una notizia difficile da accettare: la morte dell’appuntato scelto dei Carabinieri Antonio "Antonello" Del Vecchio, 45 anni, trovato senza vita all’interno della propria auto nel parcheggio del cimitero.

È successo intorno a mezzogiorno. Del Vecchio, residente a Chivasso con la famiglia, era regolarmente in servizio. Poco prima aveva contattato i colleghi. Quando i carabinieri sono arrivati, lo hanno trovato già senza vita. I sanitari del 112 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. L’area è stata temporaneamente isolata, mentre partivano gli accertamenti coordinati dal pubblico ministero Mattia Francesco Cravero.

Sul posto sono arrivati i militari dell’Arma, il comandante provinciale Roberto De Cinti, il cappellano don Diego Maritano. Nel primo pomeriggio anche il sindaco Claudio Castello, visibilmente scosso. «L’ultima volta l’ho visto al PalaLancia, in servizio. Aveva una moglie e due figli, era sempre solare. Non l’avrei mai detto di lui. Abitava qui vicino», ha detto. Parole semplici, senza costruzione, che restituiscono meglio di qualsiasi formula il senso di sgomento che attraversa Chivasso.

L'appuntato scelto dei carabinieri Antonio "Antonello" Del Vecchio

Del Vecchio era originario della Puglia, appuntato scelto e specialista in informatica, conosciuto e stimato anche per il lungo servizio prestato alla stazione dei Carabinieri di Verolengo. Dopo la laurea stava guardando avanti, pensando al Corso Allievi Marescialli, a nuove prospettive di crescita nell’Arma. Forse ancora a Chivasso, accanto a quei colleghi che per lui erano diventati una famiglia.

Oggi il silenzio pesa più delle parole. Pesa tra le divise, pesa nelle case, pesa in una città che si scopre fragile di fronte a una perdita improvvisa, che non trova spiegazioni immediate e che lascia solo domande sospese. Il cordoglio è profondo, dentro e fuori l’Arma dei Carabinieri, e si traduce in un rispetto composto, senza clamore.

La data dei funerali non è stata ancora fissata, in attesa delle disposizioni della magistratura. Resta una comunità ferma, che si stringe attorno alla famiglia, ai colleghi, ai figli. E resta anche una consapevolezza che non può essere rimossa: il tema del disagio e dei comportamenti autolesivi riguarda ogni anno un numero crescente di persone.

Per questo esistono spazi di ascolto e aiuto. Chi sente il bisogno di parlare può rivolgersi a Telefono Amico Italia, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 24 al numero 02 2327 2327, un servizio riservato, senza giudizio, dove non si danno risposte facili ma si offre presenza.

Oggi, a Chivasso, non è il giorno delle spiegazioni. È il giorno del rispetto. E del silenzio.

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