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Cronaca
31 Gennaio 2026 - 13:28
Francesi e russi tra i manifestanti: fogli di via e controlli a tappeto per il corteo pro Askatasuna
Una città blindata già dalle ore precedenti l’avvio del corteo. In vista della manifestazione nazionale in sostegno di Askatasuna, organizzata in risposta allo sgombero della storica sede torinese, la Questura di Torino ha messo in campo un imponente dispositivo di sicurezza, fatto di controlli preventivi, vigilanza costante e monitoraggio capillare dei flussi in arrivo nel capoluogo piemontese.
I servizi, predisposti dalla Polizia di Stato, sono scattati già nella giornata di venerdì e hanno riguardato l’intero sistema dei trasporti: strade e autostrade, rete ferroviaria, aeroporto e valichi di frontiera del Frejus e del Monginevro. Un’attenzione particolare è stata rivolta anche ai manifestanti provenienti dall’estero, con controlli mirati non solo all’identificazione, ma anche al rinvenimento di oggetti potenzialmente pericolosi o utili al travisamento.
Nella sola giornata di ieri, 30 gennaio, sono state identificate 747 persone, controllati 236 veicoli e 4 voli aerei. I controlli si sono ulteriormente intensificati questa mattina, concentrandosi su auto, pullman e convogli ferroviari diretti a Torino.
Nel corso delle attività, 10 persone sono state accompagnate negli uffici di polizia perché trovate in possesso di maschere antigas, passamontagna e altri oggetti atti al travisamento. Tra queste, tre provenivano dalla Francia, altre otto sono state fermate lungo l’autostrada Torino-Milano e due su un treno in arrivo da Genova. Proprio uno dei manifestanti provenienti dal capoluogo ligure è stato trovato in possesso di una grossa chiave inglese e di un coltello. Durante i controlli sono state inoltre rinvenute e sequestrate bombolette spray e bastoni.



Il bilancio delle misure adottate parla anche di 24 fogli di via obbligatori, con divieto di ritorno nel Comune di Torino per periodi compresi tra uno e tre anni. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano anche due cittadini francesi e un cittadino russo. A questi si aggiungono 10 avvisi orali emessi dal Questore di Torino, attraverso la Divisione Polizia Anticrimine, nei confronti di manifestanti provenienti da altre province italiane e dall’estero, oltre a 7 DACUR (Divieti di accesso alle aree urbane) scattati nell’ambito delle ulteriori attività di controllo del territorio.
Un quadro che restituisce l’immagine di una città sotto stretta sorveglianza, con l’obiettivo dichiarato di garantire l’ordine pubblico e prevenire episodi di violenza, mentre il clima attorno alla vicenda Askatasuna continua ad alimentare tensioni e mobilitazioni ben oltre i confini torinesi.
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