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Cronaca
30 Gennaio 2026 - 09:26
Anziano aggredito e rapinato in pieno giorno, lasciato solo tra urla e silenzi
Un pomeriggio qualunque, in una strada trafficata di Regio Parco, si è trasformato in un incubo per un uomo di circa 80 anni, aggredito e rapinato in pieno giorno nel tratto compreso tra via Cravero e via Bologna. Erano da poco passate le 15, quando l’anziano è stato avvicinato da due giovani, descritti come tra i 20 e i 30 anni, di corporatura robusta e, secondo quanto riferito dalla vittima, probabilmente di origine magrebina. Un’azione rapida, violenta, studiata nei movimenti e devastante nelle conseguenze.
Secondo la ricostruzione, uno dei due aggressori ha afferrato l’uomo da dietro, stringendolo con entrambe le braccia. Una presa talmente forte da togliergli il respiro e disorientarlo. In pochi istanti l’anziano è stato scaraventato a terra, mentre il secondo rapinatore si impossessava del borsello, all’interno del quale c’erano telefonino, chiavi di casa e documenti personali. Un bottino modesto, ma sufficiente a lasciare la vittima in una condizione di estrema difficoltà.
Nonostante lo shock e la caduta, l’uomo ha trovato la forza di rialzarsi e tentare un inseguimento disperato, spinto dall’istinto e da un coraggio che chi lo conosce definisce “da leone”. Un gesto istintivo, quasi incosciente, che racconta meglio di mille parole lo stato emotivo di quei minuti. I due aggressori, però, sono riusciti a dileguarsi rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.
A rendere ancora più pesante il racconto è ciò che l’anziano continua a ripetere a distanza di ore. Di quei momenti ricorda soprattutto una sensazione precisa: quella di essere rimasto frastornato, come se per alcuni secondi il mondo si fosse fermato. La presa al collo, racconta, gli ha dato una reale sensazione di soffocamento, lasciandolo stordito e vulnerabile, incapace di reagire con lucidità.
Poco dopo l’aggressione, l’uomo si è recato in via Botticelli, dove ha formalizzato la denuncia. Non per vendetta, ma con l’unico obiettivo di riuscire a rintracciare i responsabili di quello che definisce “un brutto quarto d’ora” che difficilmente dimenticherà. Gli accertamenti sono ora in corso, mentre si valuta la presenza di telecamere nella zona che possano aver ripreso la fuga dei rapinatori.
C’è però un aspetto della vicenda che pesa quasi quanto la violenza subita. L’anziano è profondamente scosso dal fatto che, nonostante le urla di aiuto, nessuno tra le persone presenti sia intervenuto o abbia contattato immediatamente le forze dell’ordine. Un silenzio che fa male, una sensazione di abbandono che si somma al trauma fisico e psicologico dell’aggressione. Essere rapinati è devastante, ma sentirsi ignorati lo è forse ancora di più.
Sulla vicenda è intervenuta anche una rappresentante politica locale, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha espresso pubblicamente solidarietà alla vittima, spiegando di conoscerla personalmente perché padre di una sua cara amica. «Esprimo massima solidarietà e vicinanza a questa persona, a cui ho cercato di far sentire tutta la mia presenza parlando con lui al telefono e cercando di rassicurarlo», ha dichiarato.
Nel suo intervento, la capogruppo ha voluto sottolineare anche l’amarezza per l’atteggiamento dei presenti. «Auguro alle persone che erano lì e hanno fatto finta che non fosse successo nulla di non doversi mai trovare in una condizione simile. Posso garantirvi per esperienza personale che non è bello vivere, oltre all’aggressione, anche l’omertà di chi avrebbe potuto fare la differenza e contattare subito le forze dell’ordine», ha aggiunto.
Parole dure, che fotografano un sentimento diffuso in molti quartieri cittadini: la paura non solo della criminalità, ma anche dell’indifferenza. Via Cravero, nel primo pomeriggio, non è un luogo isolato né deserto. Ed è proprio questo dettaglio a rendere l’episodio ancora più inquietante. Un uomo anziano gettato a terra, derubato, lasciato solo mentre chiede aiuto, nel silenzio generale.
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