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Cronaca
28 Gennaio 2026 - 14:04
Truffa del finto carabiniere in Val d’Ossola, identificato uno dei presunti responsabili (foto di repertorio)
Un copione ormai tristemente noto, costruito sulla paura e sulla fiducia verso le istituzioni, ma che continua a colpire con precisione chirurgica le persone più fragili. In Val d’Ossola, una donna di 88 anni è stata vittima di una truffa da 37mila euro in gioielli, messa a segno lo scorso ottobre con la tecnica del finto carabiniere. A distanza di mesi, le indagini hanno portato all’identificazione di uno dei presunti responsabili, per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Verbania, tutto è iniziato con una telefonata. Dall’altra parte del filo, un uomo che si è spacciato per un militare dell’Arma ha contattato l’anziana spiegandole che la figlia era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale e che, per evitare conseguenze penali immediate, sarebbe stato necessario consegnare denaro o beni di valore. Una pressione psicologica forte, studiata per non lasciare spazio a dubbi o verifiche.
Poco dopo, alla porta dell’abitazione della donna si è presentato un complice, incaricato di ritirare quanto richiesto. La vittima, ancora sotto shock per la notizia dell’incidente, gli ha consegnato gioielli in oro per un peso complessivo di circa 270 grammi, per un valore stimato di 37mila euro. Solo in un secondo momento si è resa conto di essere stata raggirata.
L’attività investigativa, sviluppata attraverso riscontri tecnici e accertamenti sul territorio, ha consentito di risalire a un trentenne residente a Melito di Napoli, ritenuto uno degli autori materiali della truffa. Nei suoi confronti l’autorità giudiziaria ha disposto la misura cautelare dell’obbligo di dimora, mentre proseguono le indagini per identificare l’uomo che ha effettuato la telefonata e che avrebbe avuto un ruolo determinante nel convincere la vittima a consegnare i preziosi.
Il caso si inserisce in un fenomeno ormai diffuso a livello nazionale, che vede gli anziani come bersaglio privilegiato di truffe organizzate, spesso messe in atto da gruppi strutturati, con ruoli ben definiti tra chi contatta la vittima e chi si occupa del ritiro. Proprio per questo, le forze dell’ordine continuano a rinnovare l’appello alla prudenza: nessun appartenente alle istituzioni chiede denaro o gioielli per telefono, e ogni richiesta di questo tipo deve essere considerata un campanello d’allarme.
In attesa di individuare tutti i responsabili, resta l’amarezza per una vicenda che colpisce non solo il patrimonio, ma anche la serenità di una persona anziana, sfruttando legami familiari e fiducia. Un reato subdolo, che lascia segni profondi e che continua a rappresentare una delle emergenze più insidiose della cronaca nera contemporanea.

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