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Cronaca
20 Gennaio 2026 - 12:49
Anna Maria Zucca, una vita spesa per dare voce alle donne e trasformare l’impegno civile in protezione concreta
La notizia della scomparsa di Anna Maria Zucca ha attraversato Torino e il suo territorio come un colpo silenzioso, di quelli che non fanno rumore ma lasciano un segno profondo. La Città metropolitana di Torino ha espresso il proprio cordoglio con parole cariche di commozione, riconoscendo in lei non solo una collaboratrice storica, ma una figura centrale dell’associazionismo e una protagonista assoluta della lotta per i diritti delle donne.
Per decenni Anna Maria Zucca è stata un punto fermo, una presenza costante, una voce autorevole e al tempo stesso capace di ascolto. Presidente e fondatrice dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. Onlus, ha dedicato la propria vita a costruire strumenti concreti di tutela per le donne vittime di violenza, trasformando ideali e battaglie culturali in servizi reali, accessibili, quotidiani.
La sua storia è intrecciata in modo indissolubile con quella dei centri antiviolenza piemontesi e con il Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne, al quale è rimasta vicina fin dalla nascita. Con gli uffici della Città metropolitana il rapporto non è mai stato solo istituzionale: era una collaborazione fatta di confronto, progettazione, fiducia reciproca. Anna Maria Zucca aveva una qualità rara: sapeva essere partner senza mai perdere l’autonomia del pensiero, sapeva entrare nei progetti con entusiasmo, senza esitazioni, guidata da un unico obiettivo, quello di sostenere l’autodeterminazione femminile.
Chi ha lavorato con lei la descrive come una donna dalla determinazione granitica, capace di affrontare anche i percorsi più complessi senza arretrare. Il suo impegno si è rivolto in particolare alle donne più sole e fragili, a chi non aveva strumenti, voce o forza per difendersi. Non si è mai limitata a intervenire nell’emergenza, ma ha sempre cercato di costruire reti, accompagnamenti lunghi, risposte strutturate.
Nel corso degli anni, sotto la sua guida, E.M.M.A. Onlus è diventata un punto di riferimento non solo per Torino e il Piemonte, ma anche per la Liguria e la Valle d’Aosta. Un sistema articolato di centri antiviolenza, case rifugio, servizi di ascolto e supporto legale e psicologico che ha aiutato migliaia di donne a uscire da situazioni di maltrattamento, abuso e discriminazione.
Ma ridurre il lavoro di Anna Maria Zucca alla sola gestione dei servizi sarebbe limitante. La sua azione è stata profondamente culturale. Ha promosso progetti di sensibilizzazione, formazione e prevenzione, convinta che la violenza di genere non potesse essere affrontata solo quando esplode, ma dovesse essere contrastata alla radice, nei modelli relazionali, nel linguaggio, nella società.

Tra le iniziative più significative a cui ha dato impulso spicca il progetto S.O.S. – Sostegno Orfani Speciali, un programma innovativo e complesso, pensato per i figli e le figlie delle donne vittime di femminicidio. Ragazzi spesso dimenticati, segnati da un trauma doppio, che rischiano di crescere senza tutele adeguate. Anna Maria Zucca aveva intuito quanto fosse necessario occuparsi anche di loro, costruendo un percorso di supporto psico-sociale, educativo e legale che li accompagnasse fino alla maggiore età. Un progetto che parla di futuro, di responsabilità collettiva, di attenzione a chi resta dopo la violenza.
Proprio a questo progetto ha fatto riferimento la consigliera metropolitana delegata alle Politiche sociali e di parità, Rossana Schillaci, nel ricordare l’ultimo incontro con Anna Maria Zucca, avvenuto lo scorso febbraio nella sede di E.M.M.A. Onlus. Un incontro che oggi assume il valore di un passaggio di testimone ideale. «La scomparsa di Anna Maria Zucca lascia un vuoto immenso nella nostra comunità», ha dichiarato Schillaci, sottolineando come Anna avesse mostrato ancora una volta la concretezza del suo operato e la forza della sua visione.
Parole che restituiscono il senso di una relazione fatta non solo di ruoli, ma di stima e condivisione. L’esempio di Anna Maria Zucca, ha aggiunto la consigliera, continuerà a vivere nell’impegno della Città metropolitana di Torino nel contrasto alla violenza maschile sulle donne.
Il riconoscimento del suo lavoro arriva anche dal mondo del terzo settore, che la considera una pioniera, una donna capace di tenere insieme coraggio e tenacia, pragmatismo e visione. Una leadership mai urlata, ma sempre autorevole, fondata sulla competenza e su una profonda conoscenza delle dinamiche della violenza.
La sua eredità non è fatta solo di progetti e strutture, ma di metodo. Anna Maria Zucca ha insegnato che l’impegno sociale richiede presenza quotidiana, ascolto reale, capacità di costruire alleanze senza perdere indipendenza. Ha dimostrato che si può lavorare con le istituzioni mantenendo uno sguardo critico, che si può essere ferme senza essere rigide, determinate senza essere distanti.
Oggi, nel ricordarla, resta la consapevolezza di un vuoto difficile da colmare. Ma resta anche una rete solida, fatta di donne e uomini che hanno condiviso con lei un percorso e che ora sono chiamati a portarlo avanti. Perché il lavoro di Anna Maria Zucca non si conclude con la sua scomparsa: continua ogni volta che una donna trova ascolto, protezione, possibilità di ricominciare.
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