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Cronaca
19 Gennaio 2026 - 16:55
Card truccate all'autolavaggio: a Collegno 40enne denunciato, truffa sventata dalla polizia locale (immagine di repertorio)
Una card ricaricabile con crediti che non risultano mai acquistati fa emergere un’anomalia troppo evidente per passare inosservata e porta a una denuncia. È accaduto a Collegno, in un autolavaggio self service, dove i sistemi di monitoraggio interni hanno segnalato movimenti incompatibili con le ricariche ufficiali, facendo scattare l’intervento della Polizia Municipale. Un episodio che riporta l’attenzione su un fronte spesso sottovalutato: la sicurezza dei pagamenti elettronici nei servizi automatizzati e nei micro-importi.
I fatti risalgono al pomeriggio del 15 gennaio, quando una pattuglia è intervenuta presso il “Self Service Il Draghetto” di corso Pastrengo. Sul posto è stato identificato un uomo di 40 anni, residente a Torino, mentre stava utilizzando una tessera ricaricabile per il lavaggio del proprio veicolo. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti.
A far emergere il caso è stato il sistema di controllo del gestore, che incrocia i dati di ricarica e di utilizzo delle card rilasciate ai clienti. Alcune tessere risultavano formalmente regolari ma presentavano crediti incrementati in modo anomalo, non riconducibili all’unico punto di ricarica autorizzato, situato alla cassa dell’impianto. Individuato un cliente che stava utilizzando una di queste card, il titolare ha contattato il Numero Unico di Emergenza, con segnalazione inoltrata alla Centrale Operativa del Comando di Polizia Municipale di Collegno.
Gli agenti intervenuti hanno proceduto all’identificazione e al sequestro della card. Secondo quanto raccolto dagli operanti, l’uomo avrebbe ammesso di aver alterato il borsellino elettronico della tessera attraverso sistemi informatici, ottenendo così crediti non pagati. La contestazione si colloca ora nella fase iniziale del procedimento: vale, come sempre, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Il quadro normativo prevede, per l’ipotesi di reato contestata, pene da uno a cinque anni di reclusione e una multa da 310 a 1.550 euro. Una cornice sanzionatoria che segnala come anche le frodi legate a servizi apparentemente marginali rientrino a pieno titolo nell’area dei reati contro i sistemi di pagamento.
Dal fronte degli operatori arriva un segnale di attenzione costante. Il titolare dell’autolavaggio, Mariano Acquafresca, che è anche vicepresidente provinciale di Assolavaggisti, ha spiegato che non si tratta di un episodio isolato, sottolineando l’importanza della collaborazione con le forze dell’ordine per individuare e fermare condotte di questo tipo.
Al di là del singolo caso, l’episodio di Collegno evidenzia una criticità più ampia: i micro-pagamenti elettronici e i servizi self service possono diventare bersagli appetibili se non supportati da tracciabilità, audit periodici e sistemi antifrode efficaci. Qui la risposta è stata rapida perché la tecnologia ha dialogato con procedure chiare e una vigilanza attiva. Un promemoria per tutto il settore: anche nei servizi automatizzati, la prevenzione passa dall’incrocio dei dati e dalla capacità di reagire subito alle anomalie.
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