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Cronaca

Violenza a bordo del treno Torino–Alba, capotreno finisce in ospedale

Cresce la preoccupazione per la tutela di personale e viaggiatori

Violenza a bordo del treno Torino–Alba

Violenza a bordo del treno Torino–Alba, capotreno finisce in ospedale (foto di repertorio)

Un controllo di routine si è trasformato in un episodio di violenza. Nel pomeriggio di mercoledì 15 gennaio, un capotreno in servizio su un convoglio della linea ferroviaria Torino–Alba è stato aggredito a bordo del treno, mentre il mezzo si trovava fermo nella stazione di Bra, in provincia di Cuneo.

Secondo la ricostruzione dei fatti, l’aggressione sarebbe avvenuta nel momento in cui il capotreno ha chiesto a un passeggero di esibire il biglietto di viaggio. La richiesta avrebbe innescato una reazione violenta, culminata nell’aggressione fisica al dipendente ferroviario.

Il treno era arrivato a Bra intorno alle 16.30. Dopo l’episodio, il convoglio è rimasto bloccato in stazione, rendendo impossibile la prosecuzione del servizio. La corsa è stata quindi cancellata, così come la tratta inversa da Alba a Torino, con conseguenti disagi per i passeggeri in viaggio e per quelli in attesa nelle stazioni successive.

Il capotreno, ferito nell’aggressione, ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere. Al momento non sono stati resi noti dettagli sulle sue condizioni, ma l’episodio ha immediatamente riacceso il dibattito sulla sicurezza a bordo dei treni e nelle stazioni.

Sull’accaduto sono intervenute le associazioni dei pendolari di Alba e Bra, insieme all’osservatorio sulla ferrovia Torino–Ceres e al Comis, che hanno espresso forte preoccupazione per un episodio ritenuto particolarmente grave. Secondo i comitati, quanto avvenuto non riguarda solo la tutela del personale ferroviario, ma coinvolge direttamente anche la sicurezza dei viaggiatori.

Le associazioni sottolineano come episodi di questo tipo non siano isolati e segnalano una crescente percezione di insicurezza sia sui convogli sia nelle aree ferroviarie, soprattutto nelle ore serali e notturne. In questo contesto viene rilanciata la richiesta di misure strutturali per prevenire situazioni di degrado e per garantire condizioni adeguate a chi utilizza il servizio ferroviario.

Tra le proposte avanzate dai pendolari c’è quella della chiusura notturna della stazione di Alba, ritenuta logisticamente possibile e compatibile con l’attuale servizio ferroviario, considerato che durante la notte non sono previste corse. Secondo i comitati, la stazione rischierebbe altrimenti di trasformarsi in un’area di bivacco e di attività illegali, con ripercussioni sulla sicurezza complessiva.

L’episodio di Bra si inserisce in un quadro più ampio di criticità che, secondo i pendolari, richiede una riflessione sulle priorità in materia di sicurezza, sia a bordo dei treni sia nelle infrastrutture ferroviarie. La richiesta è quella di garantire un servizio affidabile e sicuro a chi utilizza il trasporto pubblico nel rispetto delle regole.

Nel frattempo, restano i disagi per i viaggiatori coinvolti nella cancellazione delle corse e l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale ferroviario, che riporta al centro dell’attenzione un problema più volte denunciato ma ancora irrisolto.

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