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Cronaca

Morte di Matilde Baldi, prima udienza ad Asti: l’indagato tace

L’impatto a oltre 212 chilometri orari sull’autostrada Asti-Cuneo

Morte di Matilde Baldi, prima udienza ad Asti

Morte di Matilde Baldi, prima udienza ad Asti: l’indagato tace (foto di repertorio)

La prima udienza si è svolta oggi ad Asti ed è stata segnata dal silenzio dell’imputato. Franco Vacchina, imprenditore di 63 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice. È indagato per la morte di Matilde Baldi, la studentessa di 20 anni di Montegrosso d’Asti deceduta dopo un drammatico incidente stradale avvenuto lo scorso 11 dicembre.

Secondo la ricostruzione della procura, quella sera Vacchina era alla guida di una Porsche e avrebbe partecipato a una gara automobilistica con un’altra vettura identica, condotta da Davide Bertello, imprenditore di 47 anni. Una presunta sfida ad alta velocità che, stando all’ipotesi accusatoria, sarebbe iniziata nel centro cittadino e proseguita fino all’autostrada Asti-Cuneo. Le immagini delle telecamere sono ora al vaglio degli inquirenti per ricostruire ogni fase della vicenda.

Sull’autostrada, la corsa si è trasformata in tragedia. Davanti alle due Porsche viaggiava una Fiat 500, condotta dalla madre di Matilde, con la giovane seduta sul lato passeggero. Bertello è riuscito a evitare l’impatto, mentre Vacchina ha tamponato l’utilitaria a una velocità superiore ai 212 chilometri orari, scaraventandola per diversi metri. Un urto violentissimo, che non ha lasciato scampo alla ragazza.

Matilde indossava regolarmente la cintura di sicurezza, ma l’impatto le ha provocato un trauma gravissimo alla testa. Trasportata d’urgenza all’ospedale di Alessandria, la giovane non ha mai ripreso conoscenza. Dopo cinque giorni di agonia, è morta il 16 dicembre nel reparto di rianimazione, lasciando una comunità intera sotto shock.

Per quanto riguarda Davide Bertello, la sua posizione è distinta: è indagato per omissione di soccorso, avendo proseguito il viaggio dopo l’incidente senza fermarsi a prestare aiuto. La sua manovra evasiva ha evitato lo scontro, ma non lo ha sottratto all’attenzione della magistratura.

Franco Vacchina si trova agli arresti domiciliari dall’8 gennaio. Il provvedimento è stato disposto per il rischio di inquinamento delle prove, dopo che l’uomo si sarebbe avvicinato alla propria Porsche, già posta sotto sequestro. Un comportamento ritenuto dagli inquirenti incompatibile con la libertà personale in questa fase delicata dell’indagine.

Durante l’udienza, Vacchina ha respinto l’accusa di una gara automobilistica, dichiarandosi “un uomo distrutto”. Tuttavia, la sua scelta di non rispondere ha lasciato inevase molte domande su quanto accaduto quella sera e sulle responsabilità che hanno portato alla morte di Matilde.

Il procedimento è ancora nelle fasi iniziali, ma la prima udienza ha segnato un passaggio cruciale in una vicenda che continua a sollevare interrogativi pesanti su velocità, responsabilità e sicurezza stradale. Per la famiglia di Matilde e per l’intero territorio astigiano, resta l’attesa di una verità giudiziaria che possa fare piena luce su una tragedia che, secondo l’accusa, si sarebbe potuta evitare.

Matilde Baldi

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