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Cronaca
06 Gennaio 2026 - 11:02
Un bar del centro di Biella ha abbassato le serrande per quattro giorni. Non un contenzioso commerciale, ma una misura di prevenzione firmata dalla Questura, maturata dopo una serie di controlli che hanno fotografato un afflusso costante di persone con precedenti. Un segnale chiaro: arginare sul nascere situazioni che, lasciate a sé, possono degenerare.
Nella giornata di lunedì 5 gennaio la Questura di Biella ha disposto la sospensione della licenza del locale per quattro giorni, esecuzione affidata alla Squadra Amministrativa della Polizia. Il bar, spiegano gli uffici di via Sant’Eusebio, era stato eletto a punto di ritrovo abituale da numerosi pregiudicati, circostanza ritenuta idonea a innescare una situazione di potenziale pericolosità sociale. La misura, di carattere preventivo e temporaneo, mira a interrompere la continuità di quelle frequentazioni.
La decisione affonda le radici in una serie di verifiche ravvicinate. In particolare, il 27 novembre 2025, gli agenti hanno identificato all’interno del locale 18 avventori: 13 risultavano con precedenti di polizia e 6 già gravati da condanne penali definitive. Durante le operazioni, un uomo, visibilmente agitato, ha tentato di sottrarsi al controllo spintonando gli operatori e cercando la fuga. È stato bloccato e arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Un episodio che ha rappresentato l’apice di una serie di interventi che avevano già posto il bar sotto osservazione.
La reiterazione dei fatti, insieme ad analoghi precedenti a carico dell’esercizio registrati nel 2018 e nel 2022, ha convinto il Questore a intervenire con la sospensione della licenza per quattro giorni. Secondo la Questura, interrompere la continuità delle frequentazioni “a rischio” è lo strumento più immediato per prevenire ulteriore degrado della situazione.
Luoghi come i bar sono per definizione spazi di socialità. Ma quando i numeri dei controlli parlano con nettezza — 18 presenti, 13 con precedenti, 6 con condanne — la bilancia si sposta sul versante della tutela dell’ordine pubblico. La chiusura breve, in questo senso, è una leva rapida per raffreddare il contesto e ristabilire condizioni di normale fruizione del locale e dell’area circostante. Resta l’auspicio che, al termine della sospensione, il gestore e le istituzioni possano incrociare responsabilità e strumenti, perché la porta del bar torni a essere un ingresso a un pezzo di città e non un varco per nuove criticità.

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