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Cronaca
02 Gennaio 2026 - 07:00
Rapina armata in farmacia l’ultimo dell’anno: paura a Pont Canavese
L’ultimo dell’anno, mentre il paese si prepara a salutare dodici mesi che se ne vanno e a brindare a quelli che arrivano, Pont Canavese si ritrova improvvisamente catapultata dentro una scena che nessuno avrebbe mai pensato di vivere. Niente botti, niente spumante, niente conto alla rovescia. Solo una pistola puntata, il silenzio improvviso e quella paura che resta addosso anche quando tutto è già finito.
Succede in pieno centro, dentro la Farmacia Corbiletto, un luogo che da oltre quarant’anni rappresenta una certezza per la comunità. Un presidio quotidiano, aperto nel 1980, mai sfiorato prima da episodi di questo genere. E invece, proprio il 31 dicembre, la normalità si spezza.

Un giovane entra nel negozio. Aspetta. Osserva. Si muove con apparente calma, fino a quando si accerta che non ci siano clienti. Poi si avvicina al banco e, all’improvviso, estrae una pistola. Non si sa se sia vera o finta. Ma in quei secondi non conta. Conta solo che l’arma è lì, puntata addosso, e che il messaggio è chiarissimo. Consegnare i soldi. Tutti quelli che ci sono in cassa.
Sono attimi lunghissimi, carichi di tensione. Nessun gesto eroico, nessuna resistenza. Solo la consapevolezza che la cosa più importante è uscire da quella situazione senza farsi male. L’incasso della giornata viene consegnato: circa 500 euro. Una cifra contenuta, figlia dei tempi in cui sempre più clienti pagano con il bancomat o con lo smartphone. Il rapinatore prende il denaro e se ne va, così com’è arrivato. In pochi istanti sparisce.
Quando la porta si chiude, resta lo choc. E parte la chiamata al 112.
I carabinieri arrivano rapidamente e avviano subito gli accertamenti. In farmacia non ci sono telecamere, ma gli investigatori si concentrano sulle immagini della videosorveglianza comunale, già visionate nella stessa serata del 31 dicembre. Un lavoro minuzioso, fatto di fotogrammi, percorsi, dettagli da ricostruire passo dopo passo.
Della rapina si stanno occupando i carabinieri della Compagnia di Ivrea, che proseguono senza sosta le indagini per risalire all’autore del colpo. Un episodio che non è solo una cronaca di fine anno, ma un campanello d’allarme che risuona forte anche nei piccoli centri, dove la sicurezza viene spesso data per scontata.
Pont Canavese si è svegliata il primo gennaio con una ferita inattesa. Non profonda nei numeri, ma pesante nel significato. Perché quando una pistola entra in una farmacia di paese, non è mai “solo” una rapina. È qualcosa che incrina una fiducia costruita in decenni, e che lascia una domanda sospesa nell’aria: davvero nessun luogo è più al riparo? Insomma.
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