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Cronaca

Tragedia sulla A5: una bambina di pochi mesi muore sbalzata dall’auto e travolta. E' di Quincinetto

L’incidente alle 20 all’altezza di Volpiano coinvolge più vetture: intervento di 118, Vigili del Fuoco e ausiliari, traffico paralizzato e dinamica ancora al vaglio

Grave incidente stradale

Grave incidente stradale

Una carambola di pochi secondi, un’auto che impazzisce e si schianta contro lo spartitraffico, un corpicino sbalzato fuori dall’abitacolo e travolto da un’auto che prosegue la sua corsa nella notte. È la tragedia consumata sabato sera sull’A5 Torino–Aosta, all’altezza di Volpiano, dove una bambina di appena due mesi ha perso la vita in uno degli incidenti più drammatici degli ultimi anni su quel tratto di autostrada.

La piccola viaggiava su una Fiat 500X, guidata dalla madre, residente a Quincinetto. Stavano procedendo in direzione Aosta quando, poco prima delle 20, qualcosa ha fatto perdere il controllo della vettura. Una manovra improvvisa? Una frenata? Un urto laterale? Gli investigatori non escludono nessuna ipotesi. Quello che è certo è che l’auto ha iniziato a sbandare violentemente, si è girata più volte su se stessa e ha concluso la sua corsa contro la barriera che separa le due carreggiate.

L’impatto è stato devastante. Dall’abitacolo è stata sbalzata la bambina. È finita al centro della corsia, a una manciata di metri dalla vettura contorta e semidistrutta. In quel preciso istante, secondo le ricostruzioni della Polizia Stradale, sopraggiungeva un’altra auto. La visibilità, in quel tratto, era ridotta dalla nebbia del tardo pomeriggio. L’automobilista potrebbe non aver visto il corpo della piccola sull’asfalto. L’ha travolta e ha continuato a guidare. Forse perché non si è accorto di nulla. Forse perché ha pensato di aver colpito un detrito. O forse, ipotesi che gli agenti non escludono, per paura.

I primi a intervenire sono stati il personale del 118 di Azienda Zero e i Vigili del Fuoco di Volpiano, Torino Centrale e Chivasso. I soccorritori si sono trovati davanti una scena che definire drammatica è poco: pezzi di carrozzeria ovunque, detriti sparsi fino alla mezzeria, la 500X con la parte anteriore completamente distrutta, la madre della bambina riversa sull’asfalto in stato di shock, incapace di realizzare l’entità della tragedia. La donna, ferita ma vigile, urlava il nome della figlia mentre gli operatori della Croce Rossa cercavano di portarla in salvo e stabilizzarla. È stata trasferita all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Le sue condizioni non sono critiche, ma il trauma psicologico è enorme.

Per la neonata, invece, non c’è stato nulla da fare. Il personale sanitario ha tentato di rianimarla, ma l’impatto con l’asfalto e il successivo investimento non le hanno lasciato scampo. La morte è stata constatata sul posto.

La carreggiata, nel frattempo, è stata chiusa per consentire i rilievi. Il traffico si è presto trasformato in una lunga coda, con decine di automobilisti fermi ad attendere, molti dei quali non riuscivano a capire cosa fosse accaduto. «C’era un silenzio irreale», racconta chi è rimasto bloccato, «si sentivano solo le sirene, nulla di più». Un’intera sezione dell’autostrada è stata illuminata dai fari delle pattuglie, dagli abbaglianti dei mezzi di soccorso, dai lampeggianti blu e arancioni che scandivano la notte.

Gli agenti della Polizia Stradale Torino–Settimo hanno impiegato ore per ricostruire la dinamica. Prima il punto in cui la 500X ha sbandato. Poi l’esatta traiettoria della vettura. Quindi la posizione in cui il corpo della bambina è stato trovato. Ma soprattutto manca l’ultimo tassello: l’auto investitrice. Nessuna traccia evidente sull’asfalto. Nessun frammento, nessun residuo utile. Per questo gli investigatori hanno deciso di affidarsi alle telecamere che monitorano il traffico lungo l’A5. Le immagini potrebbero rivelare un modello, una targa, o almeno l’orario di passaggio di alcune vetture.

Una domanda, intanto, resta aperta e pesa come un macigno: la bambina era nel suo ovetto? Il seggiolino è obbligatorio per legge e in incidenti di questo tipo rappresenta spesso l’unica possibilità di sopravvivenza. La sua posizione all’interno della 500X è uno degli elementi chiave dell’inchiesta.

C’è infine un dettaglio che aggiunge ulteriore inquietudine alla vicenda. La madre della piccola, lo scorso giugno, era rimasta coinvolta in un altro incidente proprio sulla A5, nello stesso tratto compreso tra Volpiano e San Giorgio. Allora era incinta e non era alla guida: viaggiava sul sedile del passeggero. Anche quella volta erano intervenuti i Vigili del Fuoco di Volpiano, la Stradale e diverse ambulanze, con il trasferimento dei feriti all’ospedale San Luigi di Orbassano. Un precedente che oggi torna inevitabilmente alla mente degli investigatori, sebbene non abbia alcun legame diretto con quanto accaduto sabato sera.

Ora l’indagine punta a chiarire tre aspetti fondamentali: perché la 500X ha perso il controllo, come è stata sbalzata la bambina e chi è il conducente dell’auto che l’ha travolta. Le verifiche non si fermeranno finché questi punti non saranno chiusi.
E saranno le telecamere dell’autostrada, ancora una volta, a dare le risposte che mancano.

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