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Cronaca
29 Novembre 2025 - 15:22
La festa è durata meno di un giorno. Ad Alpignano, la pista di pattinaggio inaugurata nel pomeriggio di venerdì è stata colpita nella notte di sabato da un atto vandalico che ha mandato in tilt l’impianto frigorifero. Un gesto vigliacco, a ridosso dell’apertura al pubblico, che riaccende il tema della sicurezza degli spazi condivisi e del rispetto del bene comune.
Nella notte di sabato 29 novembre 2025 ignoti hanno preso di mira l’impianto frigorifero della pista di pattinaggio di Alpignano. L’intervento dei teppisti è arrivato poche ore dopo il taglio del nastro, avvenuto nel pomeriggio di venerdì 28 novembre. Il danno ha interessato un elemento cruciale della struttura e ha gettato ombre su una stagione che avrebbe dovuto partire all’insegna della festa per famiglie, ragazzi e operatori.
“Non è un gioco, non è una bravata: è un danno grave su proprietà privata, frutto del lavoro e degli investimenti di qualcuno”, commenta il sindaco Steven Palmieri. Il primo cittadino non usa giri di parole: “Quando saranno individuati, partiranno le denunce e verrà richiesto il risarcimento dei danni, fino in fondo, senza sconti e senza attenuanti. Sono sdegnato e arrabbiato. Lo dico con chiarezza: qui finisce la pazienza. Chi colpisce i luoghi che sono a disposizione di tutti non sta sfidando ‘il Comune’ o ‘il Sindaco’, ma sta mancando di rispetto a un’intera comunità, ai lavoratori, ai gestori, alle famiglie e ai ragazzi che quella pista volevano semplicemente usarla”. E ancora: “Educare significa anche far capire che ogni gesto ha delle conseguenze. Chi ha sbagliato se ne assuma la responsabilità, insieme alle proprie famiglie, perché danneggiare ciò che è di altri – pubblico o privato che sia – è e resta un reato”.
Polizia Locale e Carabinieri hanno avviato gli accertamenti per risalire ai responsabili. L’obiettivo è ricostruire tempi e modalità dell’irruzione e verificare eventuali tracce utili all’identificazione. Il Comune, per voce del sindaco, annuncia denunce e richiesta di risarcimento danni “fino in fondo”.
Colpire una struttura pensata per la collettività non è solo un reato: è uno schiaffo alla città. Le parole del sindaco richiamano un principio basilare di convivenza: gli spazi pubblici e le iniziative aperte a tutti vivono se ciascuno se ne prende cura. Quando prevalgono inciviltà e prepotenza, a pagarne il prezzo è l’intera comunità: lavoratori e gestori che hanno investito tempo e risorse; famiglie e ragazzi che aspettavano di scendere sul ghiaccio; cittadini che si riconoscono in luoghi d’incontro e socialità. Ripartire, ora, significa ricostruire il danno materiale e rinsaldare un patto di responsabilità condivisa.
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