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Cronaca
28 Novembre 2025 - 11:42
Lite davanti al supermercato di Leini, punta una pistola contro una donna e si finge carabiniere: 65enne denunciato
Un banale diverbio per un’auto lasciata in doppia fila è degenerato in pochi istanti trasformandosi in una scena da film, ma con protagonisti in carne e ossa. È accaduto a Leini, davanti a un supermercato, a metà novembre, quando un uomo di 65 anni, operaio italiano residente a Moncalieri, ha estratto una pistola puntandola contro una donna e qualificandosi falsamente come carabiniere.
Secondo la ricostruzione dei militari della compagnia di Venaria Reale, tutto è iniziato quando la donna ha parcheggiato la propria vettura in modo irregolare, impedendo al 65enne di uscire con la sua Fiat Barchetta. Ne è nata una discussione dai toni accesi, ma nessuno dei presenti avrebbe immaginato l’evoluzione successiva. L’uomo, in un gesto tanto improvviso quanto pericoloso, ha tirato fuori una pistola e l’ha puntata contro l’automobilista, che è rimasta paralizzata dalla paura.
Il colpo di scena non è passato inosservato. Diversi clienti, testimoni della scena, hanno immediatamente chiamato il 112 riferendo che un uomo armato minacciava una donna davanti al supermercato. Quando le pattuglie sono arrivate sul posto hanno trovato la vittima in evidente stato di shock, incapace di comprendere come una discussione sul parcheggio potesse trasformarsi in una minaccia armata.

Le prime verifiche hanno permesso ai carabinieri di risalire rapidamente all’uomo. La scelta dell’auto si è rivelata decisiva per individuarlo: i proprietari di una Barchetta non sono molti, e questo ha accelerato l’identificazione. Quando i militari si sono presentati per notificargli la denuncia hanno trovato nella vettura la pistola utilizzata durante la minaccia. L’arma, pur avendo l’aspetto di una vera, è risultata essere un giocattolo con il tappo rosso rimosso, dettaglio che la rendeva ingannevole e potenzialmente più pericolosa nei contesti pubblici.
Per il 65enne è scattata una doppia denuncia: violenza aggravata e usurpazione di funzioni pubbliche, reati che puniscono sia la minaccia con un’arma sia la falsa qualificazione come appartenente alle forze dell’ordine. Gli investigatori hanno sottolineato la gravità del gesto, anche alla luce della possibile reazione dei presenti o delle pattuglie intervenute: un’arma priva di tappo rosso può essere scambiata facilmente per vera, con esiti imprevedibili.
La donna, nel frattempo, è stata assistita e ha riferito ai carabinieri lo shock provato di fronte a una reazione tanto sproporzionata. L’episodio, chiuso senza conseguenze fisiche, lascia però aperta una riflessione sul crescente clima di tensione legato alla viabilità quotidiana e alla gestione dei conflitti negli spazi pubblici.
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