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Cronaca

Operaio precipitato da balcone e abbandonato in un prato: sentito dalla Procura, emergono dettagli decisivi

Il muratore ha ricostruito giorno e ora dell’incidente; il cantiere di via dei Pioppi resta sotto sequestro

Il muratore Mihai Hopulele, 48 anni, è stato salvato da un passante

Il muratore Mihai Hopulele, 48 anni, è stato salvato da un passante

Le indagini sul drammatico incidente avvenuto il 9 agosto scorso a Ciriè si stanno rivelando molto più complesse di quanto fosse apparso nei primi momenti. Quel giorno, in una villa in fase di costruzione di via dei Pioppi, il balcone in muratura improvvisamente crollò, trascinando nel vuoto il muratore Mihai Hopulele, 48 anni, originario della Romania. L’uomo precipitò insieme alla struttura riportando gravi fratture multiple, ma la tragedia non finì lì: anziché essere soccorso immediatamente, Hopulele fu trasportato e abbandonato, ancora ferito, in un prato nelle campagne di via Robaronzino, poco distante dal centro cittadino.

A salvarlo, in quella circostanza, furono i sanitari del 118, allertati da chi si accorse della sua presenza a terra. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Ciriè, fu ricoverato con prognosi riservata. Da allora è iniziata per lui una lunga degenza e ora dovrà affrontare un periodo di riabilitazione complesso e doloroso, segno di quanto sia stato violento l’impatto con il suolo.

La vicenda è finita da subito all’attenzione della Procura di Ivrea, che coordina le indagini condotte dai carabinieri e dai tecnici dello Spresal dell’Asl To4. Nei giorni scorsi, Hopulele è stato nuovamente ascoltato dagli investigatori e ha fornito un racconto dettagliato di ciò che accadde in quella giornata. Le sue dichiarazioni sono considerate cruciali per ricostruire non solo le dinamiche dell’incidente sul lavoro, ma soprattutto ciò che avvenne dopo il crollo, quando l’uomo venne portato via dal cantiere e abbandonato, senza alcuna assistenza, in un campo.

Sul cantiere di via dei Pioppi, di proprietà di un militare dell’Esercito, sono stati effettuati numerosi sopralluoghi: le verifiche tecniche hanno portato al sequestro dell’intera area, tuttora sotto vincolo giudiziario. Oltre al proprietario, nell’inchiesta risultano coinvolti anche la moglie del militare e un professionista di Nole, che avrebbe avuto un ruolo nella progettazione o nella gestione dei lavori.

La villetta di via dei Pioppi a Ciriè è sotto sequestro

Le indagini stanno assumendo una duplice direzione. Da un lato, c’è il profilo penale relativo all’omissione di soccorso e all’abbandono di persona incapace di provvedere a sé stessa, capi di imputazione che potrebbero aggravarsi a seconda della ricostruzione dei fatti. Dall’altro lato, ci sono le presunte irregolarità edilizie legate al cantiere: eventuali abusi, difformità o negligenze costruttive che potrebbero aver provocato il crollo del balcone.

Gli inquirenti starebbero cercando di capire se il manufatto fosse stato realizzato senza il rispetto delle norme di sicurezza o senza i necessari titoli edilizi. Non si esclude che il collasso della struttura sia stato la conseguenza diretta di lavori eseguiti in maniera irregolare o con materiali non adeguati.

Per ora nessuna conclusione definitiva è stata tracciata. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze, analizzando documenti e attendono le relazioni tecniche che potranno stabilire con esattezza cause e responsabilità. Solo quando questo quadro sarà completo, la Procura di Ivrea potrà valutare le eventuali richieste di rinvio a giudizio.

Intanto Ciriè resta scossa da questa vicenda: un incidente sul lavoro già di per sé gravissimo, aggravato dal gesto — ancora più incomprensibile — di chi ha scelto di non soccorrere l’operaio gravemente ferito. Una storia che mette ancora una volta in luce la fragilità delle condizioni di lavoro nei cantieri privati e la necessità di controlli rigorosi, per evitare che l’ennesimo episodio di sfruttamento e abbandono resti impunito.

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