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Cronaca

“Hai un bel culo”: allenatore molestava la giovane promessa del tennis

La Procura di Ivrea chiede una condanna a 6 anni e 4 mesi di reclusione per l'uomo

Borgaro Torinese

La tennista si è costituita parte civile nel processo

Ci sarebbero Presunte violenze sessuali e maltrattamenti da parte dell'allenatore nei confronti di Giulia Pairone, una giovane promessa del tennis torinese che, all'epoca dei fatti, era minorenne. La ragazza oggi ha 28 anni.

La PM di Ivrea, Elena Parato, ha richiesto una condanna a 6 anni e 4 mesi di reclusione per Ivano Rolando, 52 anni, difeso dagli avvocati Elisa Costanzo e Stefano Coppo.

Il tribunale di Ivrea

La richiesta è stata avanzata ieri, giovedì 9 maggio, in tribunale a Ivrea, al termine di un'ora di requisitoria della PM, davanti al collegio guidato dalla giudice Stefania Cugge, con i giudici a latere Lucrezia Natta e Andrea Cavoti. Durante l'udienza, sono stati mostrati tre video; in uno di questi, si sentono le frasi sessiste ridacchiate dal maestro: "Eccola qui la tigre. Più che una tigre, sembra un micio zoppo. Inguardabile" commenta sulla corsa dell'atleta. "L'unica cosa che si salva qui è il culo. Per i fan faccio un primo piano del sedere". Nei video si vede Giulia Pairone mentre corre intorno al campo da tennis durante il riscaldamento.

Gli episodi sono avvenuti durante gli allenamenti a Borgaro Torinese e durante i tornei in Italia e all'estero.

Giulia Pairone aveva denunciato il suo istruttore nel 2019, ma i fatti contestati dalla Procura di Ivrea risalgono al periodo tra il 2011 e il 2013, quando era ancora minorenne. L'atleta ha trovato il coraggio di denunciare i presunti maltrattamenti e le presunte violenze solo nel 2019, al ritorno dagli studi negli USA dove si è laureata in psicologia dello sport.

L'atleta, assistita dall'avvocato Annalisa Baratto, si è costituita parte civile nel processo. Nel 2017, all'età di 17 anni, Giulia Pairone era la 666esima nella classifica WTA e aveva anche conquistato il titolo di campionessa italiana nella sua categoria.

Nella denuncia, l'atleta ha ripercorso le tappe di questa storia che ha annotato in un diario, descrivendosi come oppressa e controllata da Rolando, l'allenatore di cui si fidava. La denuncia include anche le sue testimonianze su telefonate serali e continui messaggi, percepiti come tentativi di "manipolazione e controllo".

In aula, la PM Elena Parato ha descritto le condotte dell'imputato come forme di "controllo costante della sua vita privata". Le umiliazioni verbali sarebbero state frequenti, con commenti come: "Hai un bel culo" e "Un culo alla brasiliana". Durante una trasferta, l'ex insegnante Rolando avrebbe insistito affinché la giovane dormisse nella sua camera. L'accusa di violenza sessuale include presunti e ripetuti palpeggiamenti sul seno e sul sedere, con la richiesta esplicita da parte di lui: "Esigeva che mi sdraiassi nel letto con lui".

Il processo è stato aggiornato al 30 maggio, mentre l'avvocato di parte civile, Annalisa Baratto, ha richiesto 60 mila euro a titolo provvisionale. La difesa dell'ex allenatore ha chiesto l'assoluzione per insufficienza di prove.

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