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CRESCENTINO. “Cittadinanze facili” ai brasiliani: a Vercelli si è aperto il processo

CRESCENTINO. “Cittadinanze facili” ai brasiliani: a Vercelli si è aperto il processo

L’imputato Stefano Masino

La scorsa settimana in tribunale si è aperto il processo sul giro di cittadinanze facili a Crescentino. La Procura vercellese ha infatti chiesto il giudizio immediato per i quattro imputati che erano stati arrestati. Tutti hanno scelto il dibattimento e nessun rito alternativo.

Lo scorso ottobre, dopo un’inchiesta della Polizia coordinata dalla Procura, sono finiti ai domiciliari due cittadini brasiliani titolari di un’agenzia d’affari a Verona, Raphael Bussolo e Terezinha Simone Frassini, e due impiegati dell’ufficio anagrafe del Comune di Crescentino, Annalisa Aresi e Stefano Masino.

A vario titolo le accuse sono di associazione a delinquere per corruzione, peculato, falso, violenza privata. Secondo le indagini, con la complicità dei due pubblici ufficiali, i due brasiliani avevano messo i piedi un’associazione a delinquere che ha fruttato almeno 600 mila euro dal 2018. All’ufficio immigrazione della questura il dato di 150 brasiliani residenti a Crescentino su ottomila abitanti complessivi non è passato inosservato. L’indagine è partita nell’aprile 2020: installate negli uffici anche delle telecamere nascoste, che hanno ripreso quelle che secondo gli inquirenti erano bustarelle finalizzate a far andare a buon fine le pratiche per le cittadinanze.

La prima è stata un’udienza filtro, che si è conclusa con un rinvio alla settimana prossima, dopo alcune eccezioni presentate dalle difese di due imputati. Il Comune di Crescentino, rappresentato dall’avvocato Cosimo Palumbo, intende costituirsi parte civile; non ci sono state eccezioni in merito da parte delle difese. Ce ne sono invece state diverse da parte di Giuliasofia Aldegheri, avvocato di Terezinha Simone Frassini, imputata con il figlio Raphael Bussolo, assistito dall’avvocato Anastasia Righetti; tra le questioni preliminari sollevate c’è la notifica del giudizio immediato della Procura. Dovrà essere interpellata la questura di Verona, città in cui i due imputati hanno la sede dell’agenzia d’affari che secondo le accuse aveva messo su il giro di cittadinanze facili.

Annalisa Aresi e Stefano Masino sono difesi rispettivamente dagli avvocati Gabriele Costanzo, Gian Maria Mosca ed Erika Catellani. A rappresentare la Procura c’erano i pubblici ministeri Mariagiovanna Compare e Carlo Introvigne. L’avvocato Mosca ha provato ad anticipare un’ istanza sulle intercettazioni ma il collegio per ora non l’ha accolta, in attesa di esprimersi sull’eccezione degli avvocati veronesi. «Il nostro assistito - ha detto Mosca - è provato dalla lunga custodia cautelare  ma anche fiducioso che si proceda il più speditamente possibile verso il pieno accertamento e chiarimento dei fatti».

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