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CIRIÈ. Si è spento Pierino Pellegrino, anima per decenni della vita culturale ciriacese

(di S. Gasparotto e M. Giacometto) . Si è spento nella mattinata di lunedì lasciando in lacrime una comunità a cui ha dato tanto, tantissimo, nel corso dei suoi 85 anni di vita. Pierino Pellegrino se n’è andato per sempre. Nato il 15 marzo del 1934, durante la Seconda Guerra Mondiale  ha frequentato le scuole elementari, poi le medie in Piazza delle Scuole a Ciriè nella sezione Sfollati Giovanni Pascoli di Torino. Nel 1953, conseguito l’attestato, ha cominciato a lavorare nell’officina meccanica del padre, prima del servizio di leva prestato tra le file delle penne nere. Sua moglie Dina l’ha conosciuta all’Ars et Labor, la prima associazione libera costituita dopo la caduta del fascismo.  Nel ‘57 è entrato in Fiat, nei  laboratori di ricerca e controllo auto di Mirafiori e appena tre anni dopo, nel ’60, ha sposato la sua amata Dina.  Dal ’57 al ’78 ha condiviso la sua professione con altri impegni: la segreteria del gruppo Alpini di Ciriè, l’iscrizione all’Università, i corsi di metallurgia e per tecnici di fonderia, i  viaggi per i laboratori in Russia e Polonia le lezioni come docente di Tecnologia meccanica e Disegno alla Scuola Piemonte di Caselle, alla Scuola Agnelli, all’Istituto Stura di Lanzo e alla Scuola serale Luigi Perino di Macchine e Meccanica fino alla sua chiusura nel ’69.   Nel ’78 è nato “il tiro a quattro”, il polo di produttori di acciai speciali formato da   Breda, Cogne, Falk e Teksid: nella S.p.A. del Gruppo Torinese ha fatto l’esperto di metallurgia applicata  fino all’85 quando a Ciriè ha aperto  i battenti “Cask”-metallurgia e qualità, un ufficio di consulenza che dal’ 90 al 2000 condividerà con il figlio Alberto.  Nel dopo lavoro, ha coltivato passioni e interessi. A partire dalla lunga militanza, insieme a Dina, nel direttivo dell’Ars et Labor, sfociata in una seconda presidenza dal ’82 al 2006. In quegli anni si è impegnato in attività di tradizione e cultura. Principalmente due: le grafiche artistiche finalizzate all’incisione e Tesor e Cianfrusaie  il mercatino dell’usato. L’Ars et Labor  integrava e alimentava le sue passioni: la lettura che soggiornava nella sua  biblioteca, la storia locale che aveva domicilio nello studio, l’arte di cui è adornata la sua casa e anche la Juve, alla quale  - aveva raccontato sulle colonne della Voce - «mi sono affezionato nel periodo in cui il Toro vinceva sempre”, Una sorta di bastian contrario Pierino Pellegrino, anche il politica. Era convinto che l’unica via percorribile fosse «quella che tutti negano e che non ha mai avuto successo: quella dei movimenti” Giustizia e Libertà” dei Fratelli Rosselli e “ Comunità” di Adriano Olivetti, contrari sia al Marxismo sia al Liberalismo Capitalista”.

Per lui la famiglia era tutto. «L’unica compagnia importante e definitiva, il resto e provvisorio”.

«Sono veramente triste per la brutta notizia che abbiamo ricevuto - commenta il sindaco di Ciriè, Loredana Devietti -. Con Pierino se ne va una parte della città, non solo in termini di conoscenza, passione e amore per Ciriè, ma anche per la sua totale disponibilità e abnegazione nell’animare associazioni, attività e iniziative legate alla storia, da far rivivere nel presente e per il futuro. Pierino non si è mai tirato indietro. Neanche quando, insieme a me, ha creduto fin dall’inizio ne La Spada nella Rocca, di cui è stato nominato presidente onorario fin dalla fondazione nel 1993. Se ne va una persona fondamentale per noi tutti».

«Con la scomparsa di Pierino Pellegrino, Cirié perde uno dei più grandi protagonisti della vita culturale ed associativa della città - lo ricorda Paolo Ballesio, che fu suo vice nell’Ars et Labor -.  Presidente del Circolo per tanti anni, Pierino amava Cirié, la sua storia, i suoi luoghi, i personaggi, le sue ricchezze artistiche, in modo viscerale. Il Circolo, sotto la sua presidenza, divenne un istituzione, il punto di riferimento per chi voleva fare cultura nella città: mostre, presentazioni di libri, teatro, fotografia, la grafica d’autore, il mercatino dell’usato, il premio giornalistico dedicato a Carlo Brizio, le pubblicazioni storiche curate con il fratello Armando ecc. in un crescendo di iniziative di successo. Lavorare con lui nel Circolo era una scuola di vita. Ricordo con grande affetto gli anni trascorsi come segretario del circolo, come suo vice, sotto l’ala ispiratrice di Alvaro Corghi. Anni di grandi discussioni sul come fare cultura in una città di provincia come Cirié. Anni che mi hanno insegnato molto e che sono stati la base del mio impegno in amministrazione. Pierino era sempre disponibile, con il suo tono pacato, il suo originale punto di vista, stimolava, coinvolgeva, incitava a darsi da fare, invitava con ironia a non prendersi troppo sul serio. Un galantuomo di grande umanità e sensibilità. Con l’amata Dina formava una coppia unica dai caratteri complementari, unita nell’impegno per la città e nell’amore per la famiglia, per il figlio Alberto. Grazie Pierino. Sei stato un amico e un esempio di vita e di impegno civico. Un’emozione grande, il tuo ricordo...».

Il rosario sarà celebrato questa sera, martedì 21 gennaio alle 19, a San Giovanni. Il funerale domani mattina alle 11.

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