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11 Febbraio 2019 - 23:32
Giorgio Fornero, presidente de La Spada nella Rocca
Il presidente de La Spada nella Rocca Giorgio Fornero ha lo sguardo torvo, perso nel vuoto. Il volto corrucciato. Mala tempora currunt. “Stiamo cercando di ottemperare a tutte le richieste legate alle nuove normative sulla sicurezza - ci spiega -. Stiamo incontrando alcune difficoltà, la manifestazione a livello economico ci costerà tanto di più rispetto al passato, proprio per i piani di sicurezza. Per il momento siamo in alto mare. Ma faremo il nostro meglio per fare in modo che questa manifestazione non vada a perdersi”. Non ci mette le mani sul fuoco, Giorgio Fornero. Il Palio dei Borghi 2019, giunto alla quattordicesima edizione, è in bilico come non lo è mai stato. Da calendario, dovrebbe svolgersi nel terzo weekend di giugno, da venerdì 14 a domenica 16. Ma le difficoltà sulla strada de La Spada nella Rocca sono numerose. Non insormontabili, certo. Ma tengono lì, nel limbo dell’incertezza. Nonostante tutto i borghi di Loreto, San Martino, San Sudario, Devesi, Rossetti e San Rocco hanno già cominciato a trovarsi con le prime riunioni. La “Spada”, simbolo della vittoria, fa gola a tutti. Ma vista la situazione, sarebbe una vittoria già organizzarlo, il Palio. I problemi sono i soliti degli ultimi anni, ormai li conosciamo. E sono legati alle nuove normative di sicurezza, inasprite dopo i tristi fatti di piazza San Carlo a Torino. Già nel 2018 La Spada nella Rocca aveva rischiato di dover fare saltare il “Torneo delle Città Medievali”, per i ciriacesi il “Palietto”, che si svolge nell’anno tra un Palio e l’altro. Una manifestazione di gran lunga meno complessa dal punto di vista organizzativo rispetto al Palio, evento di un certo livello con discipline sportive, prove di abilità e un corteo storico con centinaia di figuranti. Fornero si sta interfacciando con gli uffici comunali per trovare una quadra. L’associazione ha già affidato al professionista Alessandro Allocco la stesura di un piano di sicurezza, così come richiesto dal Comune. Ma preoccupano diversi aspetti. Ad esempio la presenza dei cavalli nelle tenzoni. Per l’incolumità dell’animale e per chi sta attorno alla recinzione a godersi lo spettacolo. Mentre per quanto riguarda il corteo storico è necessario un presidio delle forze dell’ordine ad ogni incrocio. Insomma servirebbe mezzo battaglione. Finora c’erano i volontari della protezione civile ma oggi, da normativa, pare non siano più autorizzati a bloccare il traffico.
“Il professionista incaricato sta facendo il suo meglio per mettere giù un progetto ottimale - rimarca Fornero -. Noi non demordiamo, lo dobbiamo ai Borghi”.
La speranza è l’ultima a morire. Anche perché sarebbe un gigantesco smacco per la città di Ciriè, e per i tanti che ci credono davvero, dover rinunciare ad una manifestazione importante come il Palio dei Borghi. Un’edizione attesissima a due anni dal “Palio delle polemiche”, dove per la prima volta i vertici de La Spada nella Rocca hanno decretato la vittoria ex aequo di San Martino e Loreto.
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