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CIGLIANO. Ranalli: «Il Comune dà soldi all’Avis dove c’è il marito di una consigliera»

CIGLIANO. Ranalli: «Il Comune dà soldi all’Avis dove c’è il marito di una consigliera»

Daniela De Pieri

CIGLIANO.  L’ultimo anno di Amministrazione Marchetti? Un disastro su tutta la linea, secondo il consigliere di minoranza Flavio Ranalli. Un 2021 fatto di sprechi, scarsa organizzazione e qualche illecito, come spiega lo stesso Ranalli: «Siamo sempre a parlare del modulo aggiuntivo per l’istituto Don Evasio Ferraris. Costa 11 mila euro al mese, per cosa? Il sindaco ha detto che è compito del Dirigente scolastico decidere come utilizzarlo.

Il buon senso avrebbe dovuto spingere Marchetti a valutare il bisogno di avere quel modulo prima di spenderci sopra tutti quei soldi. Il sindaco ha voluto comprimere tre ordini di istruzione in un edificio già carente per una didattica d’avanguardia, in un periodo dove il distanziamento sarebbe un toccasana, e non ha concordato preventivamente come utilizzare una struttura costosissima, togliendo spazio per le poche attività all’aperto degli studenti. Con quello che costa, quel modulo sarebbe dovuto diventare operativo immediatamente».

Il consigliere inoltre punta il dito contro gli investimenti del Comune, a suo dire mai a favore dei cittadini: «Quasi tutti gli affidamenti diretti sono andati a favore di aziende esterne al nostro territorio: l’esatto contrario delle intenzioni sbandierate da Marchetti in campagna elettorale».

Ranalli infine lancia un’accusa pesante nei confronti dell’Amministrazione comunale: «Nell’ultimo Consiglio comunale ho presentato una mozione, chiedendo al sindaco, in quanto responsabile della salute e della sicurezza pubblica, di attivarsi presso gli enti competenti per utilizzare la Casa della Salute, per consentire i lavori di manutenzione straordinaria alla Casa di riposo comunale, che ne ha un gran bisogno. Il sindaco non ha ammesso la mozione.

Il Segretario comunale ha giustificato la decisione affermando che l’avevo scritta come un’interrogazione e non come una mozione. La Giunta che si dimostra tanto attente alle regole con gli altri non si è resa conto di aver elargito un contributo di diecimila euro a un’associazione, consentendo a un consigliere con interessi personali di partecipare alla ratifica?». Ranalli fa riferimento al contributo elargito dal Comune all’Avis ciglianese, di cui il marito della consigliera Daniela De Pieri è segretario. «Lo Statuto parla chiaro: tutti gli amministratori hanno l’obbligo di astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di atti riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini, fino al quarto grado. Eppure, De Pieri ha partecipato attivamente alle decisioni sul contributo».

«I locali dove Avis ha la sede - conclude Ranalli - sono di proprietà dell’Asl. La richiesta di contributo è stata giustificata con la necessità di intervenire sull’impianto elettrico. Perché non viene sistemato da chi detiene la proprietà dell’immobile, invece che utilizzare ancora ua volta soldi del Comune?».

Federico Valletta

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