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15 Giugno 2021 - 14:38
CIGLIANO. Il sindaco Diego Marchetti e il consigliere di minoranza Flavio Ranalli sono da tempo ai ferri corti, e il contrasto emerge ogni volta che si riunisce il Consiglio comunale. «Così non si può andare avanti» è il commento condiviso - seppur per motivi diversi - da vari esponenti di maggioranza e opposizione, che nel corso della recente riunione del Consiglio comunale hanno intavolato un lungo dibattito sul tema.
Nell’ultima seduta Ranalli, per la seconda volta consecutiva, ha abbandonato l’assemblea in polemica con il primo cittadino. «Marchetti si è rifiutato di nuovo di convocare la conferenza dei capigruppo» ha spiegato il consigliere di “Viviamo insieme Cigliano”, riferendosi alla riunione che precede il Consiglio e che permette di esaminare in anticipo i temi all’ordine del giorno. Lo stesso era già accaduto in una precedente occasione, a marzo. «Forse il sindaco non la convoca perché non è in grado di gestire le questioni legate all’assessorato al bilancio, che riveste lui stesso. Si è negato al confronto perché non ha nulla da dire», ha affermato Ranalli. «Se fosse rimasto in aula avrebbe ottenuto le risposte che cercava», ha replicato Marchetti.
Il punto principale della seduta consisteva nel rendiconto di gestione del 2020, il documento che certifica le spese e le entrate effettivamente sostenute durante l’anno. A saltare all’occhio è il risultato finale di questi movimenti, in positivo di quasi sei milioni di euro: una cifra decisamente superiore alla media dei Comuni con meno di cinquemila abitanti. Sottraendo le somme vincolate per legge, la comunità ciglianese dispone di circa tre milioni e mezzo per investimenti. Il problema evidenziato dalle minoranze è che buona parte di questo avanzo deriva proprio dalle opere pubbliche previste e poi non realizzate l’anno scorso: su circa un milione e mezzo di interventi messi in bilancio, ne sono stati impegnati 866.000, cioè circa il 60%. «Se il Comune fosse una società per azioni quotata in Borsa, non investirei su di essa. E questo nonostante l’avanzo consistente», ha affermato il consigliere di minoranza Livio Autino. Il motivo, afferma, sta nella combinazione di più fattori: da un lato c’è appunto la mancata attuazione di molti investimenti previsti, «dall’altro notiamo una maggiore spesa per il personale a cui, però, non corrisponde un aumento della spesa per beni e servizi, che dovrebbe esserne la naturale conseguenza», ha aggiunto Autino. «Se in municipio si lavora di più ne dovrebbero beneficiare i cittadini. A Cigliano invece le spese in questo ambito sono diminuite».
Il sindaco ha replicato facendo riferimento a due emergenze che hanno condizionato in negativo ‘attività dello scorso anno: «Il Covid e la chiusura della scuola dell’infanzia. Considerando che il bilancio 2020 era stato redatto prima di questi due eventi, temevamo addirittura di non riuscire a rispettare l’equilibrio dei conti. Invece ci siamo riusciti».
Divergenze anche sulla prevista spesa di 24 mila euro per supportare l’attività del settore edilizia privata. Lo stanziamento servirà in particolare a ingaggiare un professionista esterno. «Dunque lo scorporo dell’ufficio lavori pubblici, che doveva rendere più efficiente l’attività del Comune, non è servito», ha affermato Ranalli prima di abbandonare l’aula. «E’ una necessità dovuta alle tante domande per il superbonus ristrutturazione al 110%», ha replicato il vicesindaco Giuseppe Iaccheo; «quelle pervenute sono circa un centinaio e le pratiche sono spesso laboriose».
Al di là delle questioni amministrative, comunque, a caratterizzare la situazione politica ciglianese è l’assoluta mancanza di dialogo tra il sindaco e i suoi fedelissimi da una parte, e le minoranze dall’altra. «La conferenza dei capigruppo va convocata: è una forma di rispetto dovuta alle minoranze, che insieme rappresentano la maggior parte dei ciglianesi», ha ribadito dall’opposizione Bruna Filippi (“tradizione e futuro per Cigliano”). «Come ho già spiegato in passato, non sono tenuto a farlo», ha replicato il sindaco, «specialmente finché queste riunioni saranno condizionate dagli attacchi continui di Ranalli, che critica ogni cosa io dica».
Il capogruppo di maggioranza Mauro Gaida cerca di mediare invitando a una riflessione. «Ho visto tanta arroganza da entrambe le parti. Dobbiamo cambiare atteggiamento per il ruolo che rivestiamo».
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