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18 Maggio 2021 - 12:18
Il consigliere di minoranza Flavio Ranalli abbandona il Consiglio comunale per protesta e il gruppo di maggioranza legge una lettera contro di lui. Con la seduta di sabato 15 maggio le tensioni tra l’Amministrazione Marchetti e l’opposizione arrivano all’apice di una guerra politica che ormai dura da due anni.
L’iniziativa di Ranalli deriva dal rifiuto, l’ennesimo, da parte del sindaco di concedere lo svolgimento di conferenze dei capigruppo prima delle sedute consiliari.
Al momento dell’abbandono dell’aula di Ranalli non sono mancati momenti di discussione tra il sindaco e Ranalli stesso, con il primo cittadino deciso a mettere a verbale l’«espulsione» del consigliere di minoranza dall’aula, salvo poi tornare sui propri passi, acconsentendo a trascrivere agli atti l’allontanamento volontario.
Un gesto, quello di Ranalli, che ha scatenato la reazione della consigliera Stefania Crittino: l’ex vicesindaco ha infatti letto un documento scritto di proprio pugno e indirizzato a Ranalli, già allontanatosi dall’aula. Queste le parole di Crittino: «Ciò che ho visto nel comportamento del consigliere Ranalli negli ultimi due Consigli è una completa mancanza di rispetto per questa istituzione e per i cittadini stessi. L’idea che la riunione dei capigruppo rivesta un’importanza superiore al Consiglio comunale riunito, è un tentativo di delegittimazione del Consiglio stesso che io non condivido. Ritengo che qualsiasi domanda fatta nella riunione dei capigruppo possa essere posta legittimamente anche e soprattutto nella riunione di oggi. Detto ciò, voglio esprimere ancora una considerazione in merito, ed essere ottimista sulle intenzioni del consigliere Ranalli. Potrei avere frainteso la realtà dei fatti, cioè che non ha da porre domande in merito al bilancio o alle attività svolte».
Parole studiate e già pronte per essere lette, suppone un’altra consigliera di minoranza, Bruna Filippi: «Qualcuno deve aver informato la Giunta della volontà di Ranalli di abbandonare l’aula. Trovo le parole di Crittino spiacevoli, soprattutto perché lette in assenza del diretto interessato».
Filippi commenta ancora i comportamenti della Giunta guidata da Diego Marchetti: «Manca il rispetto nei nostri confronti, lo stesso rispetto che noi abbiamo sempre portato alla maggioranza, nonostante l’Amministrazione continui ad accusarci del contrario. I comportamenti sbagliati arrivano da chi ha la presidenza del Consiglio e dei capigruppo e dovrebbe cercare di accettare anche le critiche politiche». Infine Filippi si esprime sull’approvazione del bilancio consuntivo 2020: «Sapevamo già che sarebbe stato approvato, con il voto a favore di tutta la maggioranza. Con la totale assenza di interventi, c’è inevitabilmente un cospicuo avanzo di bilancio».
Il Consiglio ha comunque approvato una mozione della minoranza, impegnandosi contro la realizzazione di una discarica di amianto al Brianco, in provincia di Biella ma a poca distanza da Santhià.
«Anche per l’ultimo Consiglio comunale - ha dichiarato Flavio Ranalli, consigliere di “Viviamo insieme Cigliano” - il sindaco Marchetti non ha voluto convocare la conferenza dei capigruppo, ritenendola un inutile esercizio di confronto e di informazione. Non gli importa che sia il momento indicato dai regolamenti comunali e dal Tuel come organo deputato all’approfondimento dei temi trattati nel Consiglio: per lui non è necessaria. D’altronde in quel contesto, avendo tenuto per sè la delega al bilancio dopo le dimissioni di Gianpaolo Arborio, avrebbe dovuto spiegare come sia possibile che 17 variazioni al bilancio non abbiano portato nessun risultato tangibile, nessun provvedimento che abbia migliorato la situazione del paese. Decine di migliaia di euro spostati in continuazione senza riuscire neppure a sostituire i canestri del palazzetto dello sport o ad avere una manutenzione decente del verde, delle strade, del cimitero. Neppure la divisione dell’Ufficio Tecnico, con un raddoppio dei costi dei responsabili, ha dato i risultati che la cittadinanza attendeva, tanto che è necessario spendere alti 24 mila euro in consulenze esterne per cercare di ridurre l’arretrato delle pratiche edilizie. Nella conferenza dei capigruppo d’altronde non potrebbe avvalersi della fida consigliera Crittino che lo sostituisce praticamente in tutto durante il Consiglio, intervenendo ed illustrando qualsiasi tema pur non avendone titolo: si era dimessa da vicesindaco ma non sembra aver lasciato, pare anzi aver triplicato. E dopo che ho lasciato l’adunanza per protesta anche per il mancato inserimento nell’ordine del giorno di una mia interrogazione presentata a dicembre, che aveva lo stesso diritto della mozione presentata dalle minoranze unite riguardante la discarica di amianto di Salussola. La stessa Crittino ha letto un documento di censura nei miei confronti che evidentemente teneva pronto da quando ho ottenuto dal segretario comunale che Crittino venisse rimossa dall’incarico che la metteva a capo dei progetti Puc, per i quali non aveva alcun titolo. La maggioranza non ha ancora accettato che il sindaco non possa assegnare ai consiglieri alcuna delega a rappresentarlo; essi hanno una funzione di controllo e di proposta nei confronti dell’amministrazione, utilizzando le prerogative di completa informazione e di accesso agli atti che gli deve essere riconosciuta, cosa che il sindaco cerca di impedire anche con circolari interne in cui diffida il personale a fornire i documenti richiesti».
«Che il sindaco ed i suoi fedelissimi - ha concluso Ranalli - considerino il Consiglio comunale come un organo da gestire a proprio piacimento lo hanno dimostrato anche con il goffo tentativo di intestarsi la mozione presentata dalle minoranze, che impegna il Comune a opporsi alla realizzazione della discarica di amianto del “Brianco”, proponendone una alternativa condita di buone intenzioni ecologiste. Anche il consuntivo si è rivelato un mero esercizio contabile mentre, per mio conto, il sindaco dovrebbe rispondere della responsabilità politica dei 140 mila euro di finanziamento statale persi per l’incapacità di impostare un intervento di recupero della scuola d’infanzia, e per l’incapacità di programmare interventi e provvedimenti finanziabili con i quasi 7 milioni di euro a disposizione nelle casse comunali, in luogo del piano economico sbandierato nei mesi scorsi infarcito per lo più da ordinaria amministrazione spacciata per investimenti».
Federico Valletta
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