“Amianto
School”.
Così i residenti
del quartiere chiamano
l’edificio che
ospita la scuola
dell’infanzia Marsan,
chiusa da qualche anno.
CHIVASSO. Nuovo asse in Consiglio comunale tra il Movimento 5 Stelle e Liberamente, la civica passata all'opposizione dopo i fatti di "Platinum Dia". Fabio Cipolla e Marco Marocco, consiglieri comunali di opposizione, insieme a Claudia Buo, ex consigliere di maggioranza, inaugurano oggi una stagione di collaborazione che li vedrà impegnati su alcuni progetti per la città. Un percorso condiviso da qui alle elezioni amministrative 2022: chissà che poi possa nascere qualcosa, chissà...
Primo progetto varato insieme dal Movimento 5 Stelle e Liberamente è il recupero della scuola Marsan, edificio in disuso nella zona nord della città, al centro delle polemiche e del dibattito da anni ormai per la presenza di amianto nella struttura.
"La scuola Marsan è un edificio nella cui costruzione sono stati massicciamente utilizzati derivati dall’amianto, in tempi in cui non avevamo ancora conosciuto il dramma del mesotelioma pleurico - spiegano, in una nota stampa, Cipolla, Marocco e Buo -. Il nostro Sindaco già annunciava nell’ottobre 2017che “Il prossimo anno l’edificio verrà raso al suolo”, e che i bambini sarebbero stati quindi trasferiti alla scuola Dasso.Sono passati questi quattro anni, ma l’ex scuola Marsan rimane in piedi. Abbandonata a se’ stessa, a costituire una minaccia per la vita che gli scorre intorno in uno dei quartieri a più alta densità abitativa della nostra città.L’amministrazione Ciuffreda aveva trovato una sistemazione opportuna al mercato del martedì, attrezzando un’area per non creare difficoltà alla viabilità ordinaria, ed ha realizzare un piccolo parco giochi di quartiere. E’ tempo di rilanciare le azioni in questa zona".
"La proposta che facciamo oggi al sindaco ed all’amministrazione è quella di procedere all’immediata demolizione dell’ex scuola Marsan, per rimuovere la minaccia alla salute che tutt’ora costituisce, e realizzare sull’area il progetto di una Casa della Salute o della Comunità (un modello assistenziale-organizzativo che raccoglie in sé tutta l’assistenza al paziente, le cure primarie e la medicina territoriale che gli ospedali non riescono ad assorbire a seguito dei tagli e delle chiusure, che con tanta evidenza si sono mostrati in questi anni di pandemia) utilizzando anche le risorse messe a disposizione dal PNRR - proseguono i consiglieri di opposizione -. Il progetto sarà completato dalla realizzazione di un percorso di fitness esterno, sul modello di quanto già realizzato: un messaggio positivo di tutela della salute attraverso la prevenzione e l’esercizio della forma fisica. La proposta di Liberamente per Chivasso e del M5S ha quindi un duplice significato: vuole eliminare in tempi strettissimi una costruzione che oggi rappresenta una minaccia alla salute, e sostituirla con la realizzazione di un ambizioso progetto che invece avrà funzione di garanzia della salute stessa dei cittadini.Nella recente Commissione, l’Assessore ha invece illustrato quelle che ad oggi sono le intenzioni dell’amministrazione rispetto all’area: una sua dismissione in favore di investitori privati per un recupero di tipo edilizio, ed in seconda battuta l’attesa di fondi legati al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) da parte del Governo per una sua messa in sicurezza".
"Tralasciando la prima ipotesi, agli antipodi del programma di governo della coalizione, l’impressione è che l’Amministrazione stia demandando l’onere della salvaguardia della salute pubblica e degli investimenti nella nostra città al Governo Draghi - concludono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle e di Liberamente -. Questo è tanto più grave in quanto nelle casse comunali giace l’ormai famoso “tesoretto”, ovverosia poco meno di quattro milioni di euro provenienti dalle tasche dei chivassesi.Un avanzo di queste dimensioni dovrebbe imporre una ben più profonda riflessione, ed essere impiegato in investimenti, non certo rimandabili pilatescamente al PNRR.Pare delinearsi con chiarezza un certo disimpegno sui fronti di azione dichiarati nel programma elettorale, che può prefigurare l’adozione di una strategia di elargizioni a pioggia, ma con invece una ben più chiara finalità elettorale. I chivassesi meritano invece più coraggio, più idee.Quindi con forza chiediamo che le risorse necessarie per la demolizione e lo smaltimento dell’edificio (circa 600.000 euro è la stima fatta dall’amministrazione) vengano da subito stanziate con parte dell’avanzo di amministrazione e si avviino nei prossimi mesi i lavori di messa in sicurezza dell’area".
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