“Oggi abbiamo concluso la traversata nel deserto iniziati nel 2012”. Parla così il Presidente di Seta, AlessandroDiBenedetto, alla guida della società che gestisce la raccolta rifiuti nei comuni della zona da 7 anni. Il suo mandato è scaduto ma lui, in vista della scelta del nuovo management, che dovrebbe concludersi entro l’estate, ha scelto di essere ancora in campo.
“Io - racconta - ho dato la mia disponibilità a proseguire perché alcuni sindaci me lo hanno chiesto. In questi giorni ho sentito anche tanti dipendenti, che sperano in una mia riconferma ma non dipende da me, io il mio dovere l’ho fatto”. Qualche battuta, poi, anche sulla modalità di selezione di quello che sarà il nuovo Presidente. Bando oppure no?. “Mah - commenta - qui non c’è la necessità di fare una selezione ma comunque è giusto che si decida di proseguire nel miglior modo possibile”. Il Presidente uscente racconta una società oggi diventata virtuosa dopo gli anni bui vissuti intorno al 2012. “Con l’approvazione del bilancio del 2019 - spiega - possiamo finalmente dire di aver concluso il percorso di risanamento dell’azienda, un grande lavoro di squadra, io non ho fatto miracoli. Per la prima volta dalla nascita di Seta si è raggiunto l’obiettivo di proporre un dividendo agli azionisti, un dividendo che ammonta ad un milione e ottocento mila euro”.
Un risultato importante vista la situazione iniziale della società. “Al momento del mio insediamento - racconta - la società versava in una situazione di preoccupante sovraindebitamento, con 67 milioni di debito complessivo. Oggi, invece, ci troviamo di fronte ad una società sottoindebitata che si trova nella condizione di poter fare investimenti. Abbiamo sensibilmente migliorato i tempi di pagamento e drasticamente diminuito gli interessi che pagavamo a banche e fornitori. Anche le perdite del capitale sociale sono state coperte con l’ultimo bilancio approvato”.
E, infatti, i numeri parlano chiaro: rispetto al 2012 i crediti commerciali sono passati da 56 milioni a 10. I debiti commerciali da 39 milioni a 4,2. I debiti complessivi da 67 milioni a 8,6 milioni. Dopo il “travagliato” passaggio di Smc, con l’arrivo Iren, Seta ha raggiunto una consolidata che la mette al riparo da quanto successo nel passato.
“Con l’arrivo di Iren - prosegue Di Benedetto - abbiamo concluso il percorso di risanamento dell’azienda. Anche se, ancora oggi, manca il piano industriale che Iren non ha ancora presentato. Occorre procedere in tal senso il più presto possibile per evitare ritardi e non far restare l’azienda ferma”. Il tutto senza dimenticare lo sforzo fatto dalle amministrazioni e quindi dai cittadini. “Devo ricordare anche il lavoro dei Comuni - continua - per 20 milioni di euro rispetto al debito iniziale di 67 milioni”.
Un passaggio, Di Benedetto, lo dedica alle consulenze legali che alcuni gli hanno rinfacciato.
“Da quando ricopro questo incarico - spiega - sono stato rinviato 5 volte a giudizio per questioni derivanti dal periodo precedente al mio insediamento. Per imposte e contributi previdenziali non versati. Da qui, quindi, arrivano 5 delle 7 consulenze legali richieste. Gli altri due pareri sono stati richiesti su temi strategici per la società, l’ultimo riguardava la vendita delle azioni”. L’ultimo appunto riguarda i mancati investimenti di Seta contestati qualche mese fa dal Consorzio di Bacino 16, per una cifra intorno a 1,5 milioni di euro. “Quanto contestato - racconta Di Benedetto - non risultava, abbiamo verificato con la società di revisione e l’ufficio contratti e abbiamo fatto investimenti, nell’ultimo quinquennio, per 8,316 milioni di euro, di più, quindi, rispetto agli 8 previsti”
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