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CHIVASSO. La penetrazione delle mafie vista da un magistrato del sud

CHIVASSO. La penetrazione delle mafie vista da un magistrato del sud

Serata di grande rilevanza venerdì scorso al ristorante “I Cacciatori” di Rolandini.

Padroni di casa i Lions Club Chivasso Host, presieduto da Armando Castello, Chivasso Duomo, presieduto da Patrizia Fanchini, e Candia Lago con Mattia Alfieri.

Ospiti d’eccezione Alessandra Camassa, Presidente del Tribunale di Marsala, e il marito Bernardo Petralia, procuratore generale di Reggio Calabria. 

Al tavolo della Presidenza Giuseppe Ferrando, Procuratore Capo di Ivrea, Vincenzo Maria Bevilacqua, Presidente del Tribunale di Ivrea. Tra gli ospiti il notaio Gianpaolo Marcoz, vice presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, il capitano Luca Giacolla comandante della compagnia dei carabinieri di Chivasso accompagnato dal luogotenente Leonardo Luchena, i sindaci Claudio Castello di Chivasso, Maria Rosa Cena di Caluso, Antonio Magnone i Rondissone e Alessio Bertinato di Barone Canavese.

Alessandra Camassa è l’attuale Presidente del Tribunale di Marsala. Ha iniziato la sua carriera in Magistratura come sostituto procuratore con Paolo Borsellino. Applicata in Direzione DistrettualeAntimafia a Palermo fino al 1993 e successivamente passata in Tribunale come giudice a Marsala, ha continuato ad occuparsi prevalentemente di criminalità organizzata presiedendo dibattimenti a carico di capi e gregari di Cosa Nostra del calibro di Salvatore Riina e Matteo Messina Denaro. Attualmente guida uno dei Tribunali più “difficili” d’Italia. Nella serata di venerdì, accompagnata dal marito Procuratore Generale di Reggio Calabria,  ha esaminato la “Penetrazione delle mafie nel Nord Italia vista con gli occhi di un magistrato del Sud”. Tema, purtroppo, di grande attualità.

La relatrice ha iniziato con un excursus storico incentrato non solo sulla mafia, ma su tutte le organizzazioni criminali che hanno iniziato a svilupparsi in Meridione per poi espandersi e ramificarsi nelle zone più ricche come il Nord Italia, dove hanno posto le proprie condizioni. Condizioni non solo criminali, ma anche e soprattutto economiche arrivando a contaminare un tessuto sano dove con il passare del tempo il fenomeno si è radicalizzato e ha soppiantato i tradizionali canali commerciali.

E’ quindi necessario mantenere un’attenzione costante nei confronti di qualsiasi fenomeno sia esso intimidatorio o teso a deviare dai canali imprenditoriali legali. Si rischia infatti di falsare il mercato e di imbattersi in una via di non ritorno.

Anche Petralia ha ribadito la necessità di vigilare da parte non solo delle autorità ma di tutti i cittadini in modo da non ripetere gli errori che purtroppo hanno devastato molte parti del Sud Italia.

Un argomento così pressante non poteva lasciare indifferenti gli oltre 130 convenuti che hanno posto domande articolate e specifiche.

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