Cerca

Parco dei 5 laghi, è scontro tra gli agricoltori

Parco dei 5 laghi, è scontro tra gli agricoltori

Lago nero

Il Parco dei 5 Laghi verrà ribattezzato il Parco della discordia. Il "No" di Coldiretti ha scatenato un mare di polemiche, una replica congiunta dei cinque sindaci dei comuni interessati dal progetto e una presa di posizione di Città Metropolitana a sostegno del lavoro fatto in questi ultimi anni. Ora, a schierarsi dalla parte del "Sì" c'è un'altra parte di agricoltori, quelli tesserati Confagricoltura. Ecco la posizione di Confagricoltura “Il processo avviato dalle amministrazioni locali, di cui si discute da anni con le rappresentanze organizzate del territorio, con un confronto che ha coinvolto politica, istituzioni e rappresentanti delle espressioni organizzate del Canavese, merita di giungere a conclusione in tempi rapidi”.  Così Confagricoltura Torino prende posizione sulla realizzazione del Parco dei cinque laghi di Ivrea e conferma il parere favorevole dell’organizzazione degli agricoltori alla realizzazione dell’area protetta. “Evidenziamo la necessità di valorizzare, sotto il profilo ambientale, turistico e produttivo un'area particolarmente significativa del nostro territorio, che con la costituzione del parco potrà contribuire a creare valore anche per l'economia agricola", commenta Sergio Tos, agricoltore di Azeglio, presidente di Confagricoltura per l’area del Canavese. “Confagricoltura sostiene l'iniziativa portata avanti con impegno dalle amministrazioni comunali,  sottolineando anche la valenza culturale del progetto. “Dobbiamo lavorare con impegno e guardare al futuro - dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte - per far sì  che il nuovo ente, che ci auguriamo possa prendere forma in tempi rapidi, abbia una gestione competente ed efficace, in grado di assicurare lo sviluppo dell'attività produttiva nel pieno rispetto dell'ambiente. Siamo fermamente convinti - aggiunge Ercole Zuccaro - che la costituzione del parco possa rappresentare un’occasione per migliorare la qualità del territorio. A questo riguardo è necessario contrastare, fin da subito, l’eccessiva proliferazione di selvatici che sta alterando l’equilibrio naturale e minando la biodiversità esistente: gli agricoltori sono i primi difensori dell’ambiente e sono lieti di poter fare la loro parte, valorizzando un’area protetta per la fruizione cittadini e visitatori amanti della natura”. Coldiretti, dal canto suo, invece, conferma il suo "No" con un secondo comunicato   Coldiretti Torino ribadisce la contrarietà al Progetto del Parco naturale dei cinque laghi di Ivrea. La presa di posizione dei berretti gialli ha avuto buona eco. E’ stata definita “un fulmine a ciel sereno”. La reazione dei sindaci è stata presentata dai mezzi di informazione come “dura”. Un altro sindacato agricolo ha la posizione di sempre: opposta a quella di Coldiretti e l’istituzione del parco sembra essere la soluzione ai problemi dei coltivatori locali. Godibile anche la posizione di qualche amministratore, con interessi in piattaforme di vendita on-line, che prevede già che i prodotti agricoli coltivati nei campi della zona potranno spuntare prezzi alti. Coldiretti ribadisce che senza fermare i cinghiali di produzioni agricole locali ne resteranno ben poche... Gli agricoltori di Coldiretti, con il circuito Campagna Amica, sono, da sempre, impegnati nella vendita in filiera corta per recuperare reddito per gli imprenditori agricoli, con prezzi equi per i consumatori. Non manca chi, in modo gentile, dice che gli agricoltori parlano perché “non conoscerebbero bene il dossier di candidatura”. Coldiretti Torino ribadisce che di risposte ai rilievi presentati sinora se ne sono sentite pochine e ripropone la voce degli agricoltori locali.             Silvio Ferrarese, presidente di sezione della Coldiretti di Cascinette, Chiaverano e Burolo, informa: «In questi anni gli agricoltori si sono sempre detti contrari al progetto. Qualche esempio? Ho manifestato questa posizione a Cascinette, sia in consiglio comunale, sia in commissione agricoltura. Il problema semmai è che nessuno è stato a sentire». «Intendo ribadire che istituire un parco, là dove oggi c’è già un’oasi, per gli imprenditori agricoli porterà nuove limitazioni alle attività agricole – aggiunge Silvio Ferrarese -. Faccio qualche esempio concreto. Oggi il controllo dei cinghiali nell’oasi è in capo all’Atc To1. Invece nei parchi la gestione di cinghiali e selvatici è in capo all’ente Parco. Conosciamo bene cosa è successo in questi ultimi anni nel parco della Mandria, nel parco di Candia, come nel parco delle Vaude.  Sono diventate zone franche per i selvatici che, nottetempo, sconfinano nelle aree vicine, cagionando gravi danni ai coltivi. Già oggi abbiamo tanti problemi con i cinghiali e non vorremmo che la situazione dei nostri campi peggiorasse ancora». «Sarà poi ben difficile che l’istituzione di una nuova area protetta possa valorizzare l’economia agricola locale – aggiunge e chiude Ferrarese - visto che i cinghiali già oggi fanno danni a tutti i principali coltivi della zona – dai, pochi, vigneti esistenti, al mais, coltura principale, oltre che al grano e all’orzo, come alla soia e financo ai pioppeti. Nel momento  in cui il progetto del parco sbarca in Regione Piemonte gli agricoltori, sinora inascoltati, rivendicano il diritto di tornare a dissentire su questo progetto». Pietro Giuseppe Sospisio, presidente dei berretti gialli di Montalto Dora, spiega: «Da sempre ci siamo detti contrari a questo progetto. Lo faceva già mio padre, ai tempi in cui era presidente di sezione. Il principale problema per l’agricoltura della nostra zona sono i cinghiali. Istituire il parco significherebbe realizzare una zona franca per i selvatici che, nottetempo, invaderebbero i coltivi a ridosso dell’area protetta. E’ quanto già succede da anni in tanti parchi del torinese». «Vorrei far presente alcune altre cose – aggiunge Pietro Giuseppe Sospisio -. Già oggi i nostri campi sono assaliti e grufolati dai cinghiali che scendono dalle colline del Mombarone, come da Cavallaria. Negli ultimi anni siamo arrivati all’emergenza: quella dei selvatici è un’invasione. I danni sono pagati con ritardo. Le coltivazioni dei nostri campi già oggi sono senza futuro. Noi protestiamo da sempre, ma abbiamo la sensazione di essere come il due da picche nel gioco a carte: contiamo quasi nulla. I danni già oggi sono così gravi che spesso siamo costretti a cambiare gli investimenti colturali. Dopo che il mais seminato viene grufolato per due o tre volte di fila, rinunciamo a riseminarlo. In questi giorni i cinghiali mi hanno pestato e allettato la soia, seminata come secondo raccolto, nei campi siti tra Montalto Dora e Borgo Franco d’Ivrea. Sembrava fosse passato un rullo. E anche gli interventi di contenimento dei cinghiali realizzati negli ultimi tempi, quelli caratterizzati dalla pandemia arrivata con il covid-19, hanno prodotto ben pochi risultati. Il numero degli ungulati è aumentato. Spesso i cacciatori che devono abbattere i cinghiali ci prendono in giro, fanno battute farlocche e uccidono solo i capi maschi, lasciando indenni le femmine. Anche il filo elettrificato, arrivato dalla Città metropolitana di Torino, non protegge più di tanto le nostre coltivazioni. A fronte di questa situazione abbiamo bisogno di misure di contenimento efficaci per i cinghiali e non di istituire nuove zone franche per i cinghiali…». Alla luce di questo secondo comunicato non si fa attendere la replica del sindaco di Chiaverano, Maurizio Fiorentini. "Dal nuovo comunicato di Coldiretti è chiarissima una cosa. L'unico vincolo che, secondo loro, verrà imposto dal Parco è relativo al contenimento dei cinghiali. E dove sono tutti gli altri limiti e restrizioni che graveranno in modo pesante sugli agricoltori? Nessun accenno. Solo i cinghiali interessano. Certo i cinghiali sono un problema serio ma vogliamo impedire la nascita del Parco solo perché qualcuno vuole avere "doppietta libera" senza controlli? Con il Parco si attueranno programmi SERI di contenimento e questo, certo, a qualcuno può dare fastidio. Incredibile poi l'accenno a presunti interessi per la vendita online dei prodotti. Talmente farneticante e facilmente smentito dai fatti che non merita neppure una risposta".
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori