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CERESOLE REALE. E' morto improvvisamente il dottor Colombo

CERESOLE REALE. E' morto improvvisamente il dottor Colombo
E’ deceduto improvvisamente a Ceresole il dottor Roberto Colombo. E’ accaduto nel pomeriggio di oggi, sabato 10 luglio, e la notizia ha avuto grande risonanza in paese, dov’era era di casa da sempre. Pur vivendo a Cuorgnè aveva frequentato assiduamente Ceresole fin da piccolo: la famiglia era originaria del posto e vi trascorreva i fine settimana e le vacanze. Ora che era in pensione passava molto tempo lassù ed è stato proprio mentre faceva dei lavori all’esterno di casa sua casa che si è sentito male. Non si sa ancora se si sia trattato di una caduta accidentale o di un malore: fatto sta che è crollato a terra, è riuscito a rimettersi in piedi ed a trascinarsi fino ad un pilastro ma è caduto nuovamente. L’allarme è stato dato da una passante ma i soccorsi si sono rivelati inutili. Roberto Colombo, nato a Cuorgnè nel 1955, aveva frequentato il Liceo Classico al “Botta “ di Ivrea e si era poi laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino. Nei primi anni, dopo le consuete sostituzioni, aveva esercito a Pont come medico di famiglia, poi era entrato in ospedale a Cuorgnè dov’era rimasto fino alla pensione. Ha anche ricoperto l’incarico di direttore sanitario a “Villa Nerina”, struttura per anziani situata a Sparone. Era sposato e con due figli: Lorenzo, astrofisico, ed Anna, studentessa. La moglie è farmacista ed aveva lavorato per anni presso la Farmacia “Bertotti” di Cuorgnè prima di spostarsi a Forno. Colombo era molto apprezzato come medico: aveva intuito (dote davvero fondamentale nella sua professione) ed un bel modo di fare; andava oltre l’apparenza ed approfondiva le situazioni cliniche prima di intervenire chirurgicamente. “Umano e disponibile” lo ricorda una paziente. “Molto gentile ed educato – lo definisce il vicesindaco di Ceresole Mauro Durbano - La notizia ha colpito tutti: qui era un punto di riferimento. Pur non avendo mai esercitato a Ceresole, era abitudine generale rivolgersi a lui per avere consigli. Era attento e premuroso e se sapeva di qualcuno che era tornato dall’ospedale passava subito a trovarlo, senza nemmeno attendere che lo chiamassero. Se ne sentirà la mancanza”.
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