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25 Febbraio 2020 - 14:20
“Ye ye ye te lo spiego alla veloce / martedì passi in edicola: La Voce / Quando rappo come Eight frate volo / fra Brenzo e Chivasso è meglio Cavagnolo”. Ci saluta così, con un “freestyle” di rime grintose e appassionate, al termine di una lunga intervista mai banale, frizzante e ricca di contenuti. Un botta e risposta per conoscere l’uomo - Francesco Berti, 20 anni - dietro l’artista: Relax. È nel periodo delle prime cotte, quello dell’adolescenza, che Berti si invaghisce. S’invaghisce della musica rap, di una cultura e di un modo di essere, di vivere e di pensare. Gli anni passano, la passione resta. E così, ascoltando il quarto album di Fabri Fibra, “Bugiardo”, quella semplice cotta diventa amore. Eccolo Relax, rapper made in Cavagnolo.
Francesco, sei uno studente o lavori?
Lavoro, faccio il muratore da qualche tempo. È dura. Quindi studiate, mi raccomando!
Da quanto fai musica?
Da un po’ di anni, dai tempi delle medie. Ho iniziato ascoltando Fabri Fibra, il mio idolo.
Come ti sei avvicinato al rap?
È partito tutto con mia sorella e mio fratello maggiore, che mi hanno dato l’input, ascoltavano già questa musica, da Eminem agli Articolo 31. Poi mi hanno regalato il disco di Fabri Fibra, Bugiardo, e da lì ho iniziato ad ascoltare i pezzi. Inoltre mio fratello faceva musica con i suoi amici.
Come nasce il nome d’arte Relax?
Dal mio modo di essere: tranquillo, un po’ con la testa tra le nuvole, spensierato, easy.
Come sei passato da ascoltare rap a farlo?
Ascoltando i brani, mi sono detto: “Perché no? Magari ho qualcosa da dire”. Con il tempo, e con l’aiuto di mio fratello, sono uscite le prime cose.
Fai musica rap o anche trap?
Più rap.
Hai fatto anche trap?
Non so neanche se definirlo trap. Trovo una base che mi piace, ci scrivo sopra e faccio musica. Non categorizzo.
Il tuo artista preferito è Fabri Fibra. Quali canzoni in particolare?
“Idee stupide”, “Incomprensioni”, ma più in generale tutto il disco “Bugiardo”. Ci sono cresciuto e lo reputo al top, totale!
Quanti brani hai fatto finora?
Una ventina.
Su quali argomenti?
Trattano un po’ di tutto. Dalle più sdolcinate alle più serie, con contenuti, poi pezzi un po’ ignoranti…
Cioè?
Quelli autocelebrativi. Ogni rapper cerca di fare capire di essere il migliore.
La canzone che preferisci fra quelle che hai fatto?
Una uscita ultimamente, “Dove sono”. Quando l’ascolto penso che sia quella che merita di più, anche se non ha avuto la visibilità di altre canzoni che ho fato. La gente preferisce il pezzo che fa figo, non quello che dà qualcosa.
Cos’è quel “qualcosa” di cui parli, cosa cerchi di trasmettere nei tuoi brani?
Quando scrivo solitamente sono molto carico, ho molta “fotta”, sono molto incazzato, ho rabbia. Voglio trasmettere energia, fare aprire gli occhi.
Quale, tra le tue canzoni, ha colpito più il pubblico?
Un feat con Huma, il ragazzo che ha anche dissato Brandizzo. Quel pezzo ha avuto più di 10mila visualizzazioni. Ce n’è poi uno sdolcinato che si chiama “Da un po’”, ancora mi chiedono di cantarlo quando faccio qualche live: “Fai quel pezzo lì, per favore”.
Fai anche live?
Qualcosina sì. L’ultimo l’anno scorso con Eight, abbiamo aperto la serata della festa di leva di Cavagnolo con Tatanka. Ho anche aperto il live di Sfera Ebbasta a Torino quando non era ancora così famoso.
Hai intenzione di pubblicare un album? Ci stai provando?
Scrivere sto scrivendo, anche se con il lavoro diventa difficile. Torni a casa stanco ma magari quando hai un attimo è capace che scrivi due pezzi per volta. Pian piano, tempo permettendo…
Quanto utilizzi lo slang hip hop? Ti piace, anche se un po’ volgare?
Abbastanza, qualche parolaccia ci vuole ogni tanto. Non per fare il figo ed essere volgare, ma perché fa proprio parte del genere, sta bene anche nella metrica.
Utilizzi i social?
Sì, poco.
Quali maggiormente?
Instagram e Facebook.
Hai tanti follower?
Tra gli 800 e i 900.
Fai anche i freestyle? Che cosa sono?
Quando metti una base e sei con gli amici - ma ci sono anche le competizioni - e improvvisando tiri fuori le rime, magari anche in scontro, con un botta e risposta. Ma freestyle è anche un pezzo scritto di getto su una base, sul momento, e poi pubblicato.
Come funziona, vi trovate il sabato sera e fate freestyle?
Sì, dopo una birra di troppo metti la base e parti.
Hai mai preso parte ad un dissing?
Sì, ne ho fatti, minchia! Ma posso dire minchia? È slang…
Con chi?
Avevo dissato un ragazzo di Leini, ma proprio agli inizi. Poi qualche frecciatina ogni tanto la tiro, giusto per tenere vivo il “rap game”.
Hai seguito il dissing tra i ragazzi di Brandizzo e Chivasso? Cosa ne pensi?
Ci sta, la ventata di sfida tiene vivi, se no l’ambiente si ammoscia. Vedendolo da fuori mi sono divertito. Poi adesso vediamo se esce un pezzo con qualche altro ragazzo della zona 10020. Vediamo cosa fare…
In che senso? Ci saranno novità?
Beh, pensiamo di essere in gamba in zona da noi, in campagna.
Parli dei rapper di Cavagnolo?
Sì, esatto. Ma c’è anche Casalborgone sotto 10020, c’è un ragazzo bravo. Vogliamo fare uscire qualcosa.
Dobbiamo aspettarci un dissing?
No, un dissing no. Giusto far capire due cose, vediamo…
Chi comanda?
Ma sì!
Hai seguito Sanremo?
No.
Neanche le polemiche scatenate da Achille Lauro? Che ne pensi?
Ci sta! Se la gente ne ha parlato vuol dire che ha colpito nel segno. E poi ognuno si veste come vuole. Bisogna essere un po’ personaggi, questo fa molto, se no non fai strada.
Cosa pensi del rap canavesano? È ad un buon livello?
È caldo, è bello caldo!
Cioè?
Ce n’è, merita! Poi ci sono diversi artisti, adesso fanno tutti musica… Una volta eravamo in cinque a Chivasso, ora con l’uscita della Trap siamo in cinque ogni 10 metri. Ma ci sono quelli che spiccano.
La scena sta crescendo ma spiccano i più bravi. Ti reputi fra loro?
Io sì, sono il migliore, per forza. Se non ti reputi il migliore, lascia perdere.
Qual è il tuo ricordo più bello legato alla musica rap?
Il live alla leva di Cavagnolo. C’era un sacco di gente, tutti i miei amici, la mia ragazza. È bello sentire le persone che cantano le tue canzoni, che ti conoscono perché sei della zona. È figo.
Quando uscirà la prossima canzone?
Spero a breve, stiamo lavorando a questo pezzo che ho un po’ spoilerato.
Come si intitolerà?
E boh, penso… “10020… Empire”!.
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