Una tragedia lungo il canale Enel. Martedì mattina il corpo di Franca Sommacal 66 anni, una castiglionese, è stato ripescato dentro il corso d’acqua, nel territorio del Comune di Gassino Torinese.
Stando a quanto si è scoperto si sarebbe trattato di una persona che ha compiuto un gesto volontario.
A casa della donna, infatti, è stato rintracciato un foglietto con scritte le motivazioni che l’hanno condotta al gesto estremo.
Le preoccupazioni erano iniziate nella mattinata di martedì quando persone molto vicine a lei non erano riuscite a contattarla al telefono, come capitava tutti i giorni.
Un parente ha quindi lanciato l’allarme facendo partire la macchina dei soccorsi.
Sul posto sono quindi intervenuti i vigili del fuoco della squadra di Torino Stura, i loro colleghi dell’elicottero Drago e del nucleo speleologico-alpino-fluviale del comando provinciale e i carabinieri della stazione di Castiglione Torinese.
La donna era una pensionata Asl, abbastanza conosciuta in città.
Sui social, infatti, il suo nome è subito comparso e tantissimi le hanno regalato un ultimo messaggio per salutarla, per l’ultima volta.
Franca viveva a casa da sola con un cane e un gatto, aveva qualche parente a Castiglione.
Parenti con cui parlava ogni giorno tranne martedì quando Franca ha deciso di fare un gesto estremo.
La donna non era seguita dai servizi sociali e non aveva particolari problemi dichiarati, sembra però soffrisse di una leggera depressione.
Il canale della morte...
Il “fiume della morte”, lo chiamano così.
In cinquant’anni ha ucciso più di ottanta persone. Incidenti, suicidi, cani scivolati nel canale, persone svenute e poi morte affogate. Sono tanti, tantissimi i casi di cronaca di cui abbiamo parlato in questi anni.
La media è di quasi due morti all’anno all’interno di quello che ormai è diventato un vero e proprio di teatro della morte.
Una media che è leggermente scesa in tempi di pandemia eppure le vittime continuano ad esserci.
È il canale Enel Cimena, che attraversa il territorio dei comuni di San Mauro Torinese, Castiglione Torinese, Gassino e finisce ad alimentare la centrale idroelettrica di San Raffaele Cimena, nei pressi di Chivasso.
Un vero e proprio luogo della tragedia che, solo nel mese di luglio 2019 aveva inghiottito due persone: un uomo di 43 anni e una signora di 77. L’anno scorso, invece, un cane era finito al suo interno e il padrone si era buttato per salvarlo. Entrambi avevano rischiato la vita ma alla fine erano riusciti a salvarsi.
I 12 chilometri del canale, che prende origine dalla diga sul Po, a valle del ponte Vittorio Emanuele, a San Mauro, e che, dopo aver costeggiato centri abitati ed aree agricole, si immette in una galleria sotterranea in corrispondenza della centrale idroelettrica, per lunghi tratti, non sono protetti né da reti né da altri sbarramenti.
Rimostranze sono arrivate anche dai sindaci della collina che da anni cercano di combattere il problema.
Nel corso degli anni, le amministrazioni hanno scritto più volte ad Enel per chiedere di costruire delle recinzioni, la famiglia di una vittima ha anche fatto causa ad Enel ma anche la legge ha stabilito che all’Enel spetta solo mettere un cartello e la barriera.
Cartelli, divieti, barriere che ci sono ma che vengono continuamenti elusi da tutti, in primis dai runner che vanno a fare le loro corse proprio a bordo fiume, con il rischio di caderci dentro anche solo per un mancamento.
A questo punto, dunque, la palla non può che passare nelle mani delle amministrazioni che, con le risorse e i mezzi che hanno a disposizione, proveranno ad intervenire. Ci provano e qualcuno lo sta già facendo, quanto meno per evitare gli incidenti e rendere più difficili eventuali suicidi.
L’idea, da tempo, è di realizzare una pista ciclabile (che attraversi tutti i comuni interessati) proprio lungo il canale in modo da costruire un recinto in grado di separare la zona dedicata alle biciclette dal canale Enel.
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