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24 Novembre 2021 - 12:04
L’ingresso del depuratore di Castiglione dove i cinghiali trovano rifugio
CASTIGLIONE TORINESE. È emergenza cinghiali in collina. L’avvistamento più clamoroso qualche settimana fa, quando un ungulato era stato filmato a passeggio davanti al Cinema Gobetti di San Mauro. Il problema, però, ormai, tocca tutte le realtà della collina. Ora, invece, pare che altri cinghiali abbiano trovato un rifugio sicuro a due passi dal depuratore Smat di Castiglione.
Da molto, infatti, i cittadini lamentano la presenza di questi animali. Una presenza che, nel corso del tempo, sta diventando sempre più pericolosa, in particolare per la viabilità.
“Si è deciso di provvedere all’installazione di una recinzione elettrificata”
Gli amministratori della collina, già prima della pandemia, si erano più volte ritrovati per discutere a proposito della presenza di ungulati sul territorio.
Incontri con amministratori locali, regionali e la Coldiretti. Anche a San Raffaele, per esempio, c’erano stati alcuni avvistamenti di cinghiali. Ma non è tutto: erano stati ritrovati i cadaveri di due capre, probabilmente attaccate dai lupi, in frazione Raccone.
Il cinghiale, ormai, costituisce una presenza costante nell’area provinciale e l’affermazione della specie anche in prossimità di aree fortemente antropizzate ha provocato un forte impatto sulle attività umane diventando causa di danni alle colture agricole e un elemento di rischio per la viabilità.
L’esigenza di fornire una risposta a questi problemi ha portato all’emanazione, da parte della Regione Piemonte, della L.R. 27 gennaio 2000 n. 9 con la quale, oltre a ribadire il divieto di allevamento di cinghiali per scopi venatori e di immissione sul territorio, viene anche prevista l’attuazione di piani di contenimento individuando nelle Province i soggetti preposti alla loro realizzazione e approvazione. Piani di contenimento che, però, non hanno mai portato a grossi risultati.
Ora, quindi, le amministrazioni sono di nuovo pronte ad agire.
“La proliferazione dei cinghiali sul nostro territorio, - spiega il primo cittadino di Castiglione, Loris Lovera - ed i danni da essi causati a cose e persone, sono divenuti un problema rilevante ed urgente. A questo proposito, lo scorso martedì 16 novembre, l’Amministrazione di Castiglione ha organizzato un tavolo tecnico in collaborazione con la Città di Settimo rappresentata dal vicesindaco Giancarlo Brino, la Società SMAT S.p.A., la Città Metropolitana di Torino Settore Flora e Fauna, le associazioni agricole Coldiretti e Confagricoltura”.
Una dei “rifugi” dei cinghiali, infatti, si trova proprio al confine tra Castiglione e Settimo.
“Dalla riunione - spiega il primo cittadino - è emerso come gli ungulati utilizzino l’area del depuratore Smat come zona di ricovero e luogo in cui proliferare, per poi uscire la notte per compiere razzie nelle campagne di Castiglione Torinese e Settimo, provocando ingenti danni economici a carico delle aziende agricole locali, nonché seri pericoli legati ad incidenti automobilistici, di cui si è registrato un aumento esponenziale negli ultimi mesi.
Grazie alla volontà di lavoro concreto e sinergico manifestata da parte di tutti gli attori presenti al tavolo, si è deciso di provvedere all’installazione di una recinzione elettrificata (del modello utilizzato nei pascoli) che vada a chiudere il tratto che viene utilizzato da questi animali per introdursi all’interno dell’impianto.
Questa decisione, apprezzata da tutte le parti coinvolte, è stata possibile proprio grazie alla collaborazione e alla volontà di trovare una soluzione ad un problema che sempre più sta minando la sicurezza, la salute e l’economia dei nostri cittadini. Per questo auspichiamo una presa di consapevolezza da parte di tutti, su un tema che è anche legato al ripristino di un corretto equilibrio ambientale”.
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