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CASELLE. Marsaglia: “Se il Pd mi manderà via vorrà dire che ha scelto di suicidarsi”

CASELLE. Marsaglia: “Se il Pd mi manderà via vorrà dire che ha scelto di suicidarsi”

Il Sindaco Marsaglia

È passata una settimana dal trionfo del neo Sindaco Giuseppe Marsaglia ed è già tempo di annunci e prese di posizione. Le più importanti sono sul Partito Democratico (Marsaglia è ancora iscritto anche se si è candidato contro il suo partito) e sul futuro. Il Sindaco ha già annunciato chiaramente che farà solo un mandato e basta. Allora Sindaco, come siamo messi con la giunta? Entro martedì ci sarà la scelta della giunta. Su cosa ti baserai? Preferenze o competenze? Le competenze mi baserò su quelle, le preferenze non saranno l’ingrediente principale per individuare gli assessori. Tu la scorsa settimana hai detto che fai ancora parte del Pd ma dal Pd continuano a ripetere che a breve ti sbatteranno fuori, come stanno le cose?  Io non ho rinnovato la tessera del 2022 dunque come fanno a sbattermi fuori? Ho pagato la tessera del 2021 e mi per adesso mi permette di stare ancora nel Pd. Poi, se sarà possibile, rinnovera la tessera. Fossi nel Pd ci penserei due minuti prima di sbattermi fuori.  Cioè? La scelta del candidato è arrivata con una spaccatura interna al Partito e alle elezioni si è visto il risultato. Mezzo partito è venuto con me. Bisogna capire l’obiettivo della segreteria provinciale del Pd, se è quello di essere un giudice inquisitore o se vuole recuperare gente, o magari vogliono suicidarsi. Dovessero cacciarmi, però, tra 6-7-8 mesi non vengano a chiedermi l’aiuto per le elezioni politiche. Mi dispiace perché ho fondato il partito e ci rimarrei volentieri. Ma come mai non sei stato tu il candidato del Pd?  Mi sono tirato fuori prima della conta peché la verità faceva male. Dissi che io mi sarei candidato ma a condizione di non candidare la maggior parte delle persone che hanno fatto parte dell’amministrazione uscente perché avevo il sentore che c’erano problemi con i cittadini. Capisco la loro reazione ma il risultato è chiaro, mi ha dato ragione. Eppure loro erano tutti tuoi allievi, hanno governato con te, cosa è successo? Hanno imparato poco? Sono brave persone, ci andrei a far festa tutti i momenti, ma una serie di circostanze hanno fatto si che non sono riusciti a fare molte cose. Non puoi dire “c’è stato il Covid, c’è stato Mappano”, i cittadini non capiscono. È come una squadra di calcio, se non vinci vai in serie B. Le elezioni mi hanno dato ragione. La gente vuole risposte e non vuole sentirsi dire “ora ci provo” da chi ha appena governato perché ti chiedono perché non l'hai fatto prima? È un futuro che riguarderà anche me, devo rispettare il mandato, quanto ho promesso. Hai già pensato al futuro delle aree Ata? Sto programmando gli incontri, a ruota inizierò le riunioni con alcune società, partirò Seta.  Il progetto sullla vecchia stazione lasciato dall’amministrazione di Luca Baracco, lo userai? Credo di si, l’importante è ristrutturarla, magari cambierò la destinazione, privilegeremo il discorso delle aule studio e non del teatro, è una cosa ben voluta dai giovani. Su stazione, Baulino, e nuova scuola ci lavoreremo sicuramente. Quelle opere lì partiranno sicuramente. Non credo ci siano tante alternative. Ho visto, invece, che hanno cantierizzato un parco di via Colombo, non mi piace. Lo cambierò, al posto di tre parchi ne facciamo uno ma ben fatto, come quelli presenti negli altri comuni. In questa vittoria c’è anche un senso di rivalsa dopo la vicenda giudiziaria che ti ha colpito? No. Io in tutta onestà non sapevo di sbagliare nel momento in cui chiedevo di non licenziare delle persone. Se avessi saputo che commettevo un reato mi sarei comportato in maniera diversa. Continuerò a dire agli imprenditori locali che se hanno bisogno di gente facciano lavorare le persone presenti in città, anzi le porte per gli imprenditori locali sono aperte e in cambio chiediamo il lavoro per le famiglie. Lo pensavo allora e lo penso anche adesso. In linea di principio io pensavo di essere nel giusto. In ogni caso se uno fa può sbagliare, un errore ci può stare, l’importante è che non ci sia in malafede. Se non c’è malafede bisogna cercare di andare avanti, io non porto rancore con nessuno però non sono più Marsaglia di 20 anni fa, perdonavo di più, accettavo di più. A 60 non ho più grandi ambizioni, voglio ripagare la fiducia di Caselle. E tra 5 anni?  Se mi chiedessero tra 5 anni di continuare oggi come oggi ti direi di no. Io voglio creare una nuova squadra, arrivati ad una certa età ci va gente giovane. Io ho 60 anni.  
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