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13 Gennaio 2017 - 13:07
A differenza di altre cittadine, Caselle aveva deciso di tenere un “basso profilo” sul tema dei botti di fine anno. Una scelta che il sindaco Luca Baracco ha difeso, nonostante il 31 sera si sia “sparato” e non poco.
“Sono contrario a questa tipologia di ordinanza perché è difficile da fare applicare e poi perché non c’è un pensiero omogeneo fra gli amministratori di zona, con il rischio che possa venire fuori un provvedimento a macchia di leopardo che andrebbe a creare dei problemi, un pò come è avvenuto sulla questione delle slot machine o dello stop alle auto Euro 3”.
Il primo cittadino aveva scritto sul sito internet amministrativo una breve comunicazione dove, oltre ad augurare a tutti un Buon Natale e un Buon Anno, aveva anche invitato i residenti ad “evitare l’uso di materiale esplodente in prossimità o durante la notte di Capodanno”.
“Reputo sia necessario dare avvio ad una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza, che non porterà frutti a breve giro di posta ma nel medio termine. Ma attraverso il dialogo e non attraverso le ordinanze, che poi tanto non vengono rispettate. Perché a Caselle i vigili sono pochi e se pure ci fosse stata una pattuglia in servizio non sarebbe riuscita a coprire tutto il territorio e avrebbe fatto poche multe. Ma io non voglio fare cassa in questo modo, vorrei solo iniziare a cambiare un modo di vivere questa festa. Bisogna tutelare la salute e la sicurezza di tutti, sia degli ammalati e dei bambini sia degli animali, domestici e non”.
E Baracco, che ha passato il Capodanno a Torino, ricorda come “nonostante i controlli massicci delle forze dell’ordine e l’emanazione di una ordinanza da parte della sindaca Appendino, i botti sono stati sparati in modo massiccio. Anche a Caselle è stato lo stesso, ma tornando a casa ho potuto notare come piazza Boschiassi fosse molto più pulita rispetto al passato…”.
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